Sulla notizia della decisione del Consiglio Comunale di non procedere nella discussione del bilancio 2019-2021 riportata dal sito di Radioerre, ho postato un commento, necessariamente sintetico, che ritengo opportuno riprendere ampliandolo.
A me è parso e tutt’ora pare il caso di prendere spunto dalla vicenda citata non per metter naso su questioni locali, ma su problematiche generali che riguardano l’intero quadro politico.
E tale angolatura, se ha qualche fondamento, dovrebbe interessare tutti perché investirebbe il modo di essere della nostra democrazia.
Da tempo ad ogni livello politico, in nome dell’efficienza, della logica del fare, dell’assioma che il tempo è tiranno, ha preso il sopravvento, nelle scelte politiche, la decisione di vertice con relativa delegittimazione o falso coinvolgimento di realtà collettive.
Da questa logica è nato il leaderismo, che a me mai è piaciuto perché non aiuta gli altri a crescere, a diventare più responsabili, ad essere arbitri del loro destino, come sarebbe giusto in una società evoluta e matura.
Vedo questo grave inconveniente anche nella riforma del funzionamento dei Comuni che ha comportato per i Sindaci un carico di funzioni e poteri tipiche di un titolare d’azienda.
Ma da questa questione specifica risalgo a quella più generale e più negativa che è una sempre più scarsa disponibilità al dialogo, al confronto, ed in qualsiasi contesto.
Di ciò, invece, ci sarebbe estremo bisogno alla luce delle enormi novità che segnano questa fase della storia umana e che non trovano nessuno sufficientemente preparato.
Gianni Bonfili
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