Restituita alla città la via Crucis di Biagetti

Recanati. Il 14 giugno prossimo, alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, già Vescovo della città di Loreto, verranno benedette le quattordici stazioni restaurate della Via Crucis del maestro Biagio Biagetti e ricollocate nella loro posizione originale.
Le opere, che rappresentano i bozzetti dei grandi mosaici realizzati per la Chiesa di Santa Croce al quartiere Flaminio di Roma, erano state situate lungo le navate della cattedrale recanatese nel ’49, con grande solennità, dall’allora vescovo Aloisio Cossio, amico dell’artista. Il Biagetti espresse su testamento la volontà di lasciare queste suoi lavori alla prima chiesa di Recanati.
Il duomo, chiuso per lungo tempo, è stato riconsegnato al culto dei fedeli nell’aprile 2011, privo delle stazioni. Al loro posto, piccole croci di ferro a documentare la rinnovata consacrazione.
Il restauro delle Stazioni era stato annunciato nel gennaio 2012 durante il concerto di Capodanno in cattedrale, alla presenza del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, dal parroco e vicario vescovile don Pietro Spernanzoni.
Muffe, tarli e polvere degli anni hanno messo a rischio le preziose opere cui i recanatesi tengono particolarmente per l’alto valore artistico ed affettivo.
In esse vi è una sintesi dell’arte del maestro Biagetti, il marchigiano di Recanati, dominus indiscusso dei Laboratori di Restauro, come amava definirlo Papa Ratti, Pio XI.
Biagetti nasce a Porto Recanati, ma alla città di Leopardi, nella quale ha trascorso qualche anno della sua vita, ha lasciato impronte indelebili.
Discepolo di Ludovico Seitz – ultimo preraffaellita, autore della cappella tedesca nella Basilica di Loreto – pittore, decoratore, affreschista, è stato fondatore e responsabile dei Laboratori di Restauro Vaticani fra il 1921 e il 1945 e, nominato da Papa Benedetto XV, direttore artistico per le pitture delle Gallerie e dei Palazzi Apostolici e successivamente da Papa Pio XI direttore dello Studio del Mosaico.
Molto ha lavorato in terra marchigiana, nei tanti palazzi e chiese di Loreto, Macerata, Jesi, Montelupone, Porto Recanati. Importanti opere a Roma dove visse a lungo, Padova, Parma, Treviso e ad Ain Karim in Terrasanta.
Una delle grandi doti del maestro marchigiano fu la lungimiranza con cui si approcciò all’arte del restauro, imparandone le tecniche e le particolarità del mestiere. A Biagetti il merito di esser riuscito ad applicare la regola del rispetto dell’originale, mai dimenticando la profonda convinzione religiosa, onesta e coerente, motivo conduttore e collante di tutta la sua vita. Convinzione dalla quale sgorga la sua arte, intesa come la più elevata forma di espressione.
Il lungo e delicato restauro delle tavole del Biagetti è opera della dott.ssa recanatese Anna Fulimeni – laurea in storia dell’arte, diploma di restauratrice di beni culturali alla Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, specializzazione in sculture lignee policrome – la quale ha potuto portare a termine il prezioso lavoro, grazie ad uno sponsor generoso che ha voluto conservare l’anonimato.
Ci piace ricordare il maestro Biagetti per la modestia che lo ha accompagnato sempre e per le splendide “impronte” che ci ha lasciato, comunicando il bello e la spiritualità di un’arte troppe volte dimenticata.

Luciana Interlenghi

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