Riccardo Stacchiotti nella storia, sua la prima presenza recanatese al Giro d’Italia

E' entrato di diritto nella storia dello sport cittadino timbrando la prima presenza recanatese al Giro d'Italia dopo novantotto anni. E' Riccardo Stacchiotti, il ciclista nato nel 1991 portacolori della Nippo Vini Fantini, a meritarsi un posto d'onore nell'albo d'oro che raccoglie i nomi di chi ha portato in alto la città di Recanati attraverso la pratica agonistica. Dal brivido provato alla partenza della tappa di Civitanova Marche alle fatiche sul Mortirolo, dalla paura per la caduta del compagno di squadra Colli alla soddisfazione per l'arrivo a Milano, tante le emozioni vissute dal giovane corridore cresciuto nell'associazione ciclistica recanatese.
"E'stata una grande soddisfazione – commenta Riccardo Stacchiotti – un sogno che avevo da quando ho iniziato a correre in bici a 8 anni. Partecipare al Giro al primo anno tra i professionisti è stato un bel colpo e spero non sia l'ultimo. Dal punto di vista strettamente personale posso ritenermi soddisfatto. Arrivare all'ultima tappa di Milano non era affatto scontato per un debuttante ma ci sono riuscito, centrando l'obiettivo che mi ero prefissato all'inizio. Ovviamente assieme alla squadra ho corso per il capitano Cunego, per metterlo nelle condizioni di vincere una tappa. Solo nel finale ho avuto la possibilità di giocarmi qualche carta ma non sono andato oltre un trentesimo posto. Ma è comunque un bilancio positivo perchè le difficoltà incontrate sono state tante, non pensavo che si corresse così forte. La qualità dei partecipanti è altissima e qualche volta mi è capitato di pensare di ritirarmi sopratutto nelle tappe di montagna che non sono il mio forte. Il Mortirolo è stato tremendo. Però ho stretto i denti e sono andato avanti accumulando comunque tanta esperienza per le prossime sfide e per i prossimi anni".
Una bella esperienza che ha lasciato nel corridore recanatese moltissimi ricordi vissuti lungo lo stivale, da nord a sud.
"La partenza a Civitanova Marche a due passi da casa è stata molto emozzionante perchè sono stato raggiunto da tanti amici e conoscenti. Il loro affetto e sostegno sono stati molto importanti e mi hanno dato la carica per il proseguo – dice Stacchiotti-. Un altro episodio che non dimenticherò è la brutta caduta del mio compagno di squadra Daniele Colli. E' accaduto davanti ai miei occhi e non è stato un bel momento. E' stato un vero peccato perchè poteva vincere la tappa e vederlo li a terra con un braccio spezzato dopo averlo aiutato per portarlo nel miglior modo alla volata non è un bel ricordo. In questi casi subentra anche un pizzico di paura che bisogna comunque lasciarsi alle spalle. Le insidie al giro sono tante, a partire dalla stupidità di qualche tifoso. Anch'io sono stato testimone di un episodio singolare proprio nella prima tappa a Genova dove uno del pubblico è entrato in gruppo con una bicicletta da passeggio mentre andavamo a sessanta all'ora provocando una caduta nel quale sono rimasto marginalmente coinvolto. Non sono caduto ma ho dovuto rallentare e mettere i piedi a terra. Questi episodi non dovrebbero esserci nel ciclismo moderno, ma è impossibile prevedere la stupidità di qualche tifoso"
La sua presenza alla corsa rosa è resa ancora piu' importante dalla scarsa partecipazione marchigiana. Oltre ad essere l'unico recanatese ad aver preso parte al giro Stacchiotti ha rappresentato le Marche assieme a Stortoni di Jesi, vista l'assenza dell'anconetano Lasca per infortunio e di Scarponi che si è risparmiato in vista del tour.
"Sicuramente è un grande motivo di orgoglio aver contribuito a rappresentare Recanati e la regione – continua il ciclista nato e cresciuto all'ombra del colle -. Voglio comunque ringraziare due grandi ciclisti del passato come Mario Lezzieri e Gabriele Pisauri che sono stati miei direttori sportivi e mi hanno dato tanto per arrivare al professionismo. Due figure molto importanti perchè mi hanno cresciuto sin dalle categorie esordienti e allievi standomi vicino e dandomi consigli che mi sono portato dietro per tutto il giro e mi saranno utili per il futuro. Ora mi aspetta un periodo di riposo perchè sto correndo senza sosta dallo scorso gennaio. Dopo i campionati italiani di questo week end a Torino me ne andrò in altura per allenarmi in vista dei prossimi appuntamenti, a fine luglio a Londra e poi ad agosto che sarà molto intenso per la Nippo Vini Fantini".
L'aver corso a fianco di grandi campioni come Contador rappresenta senz'altro un buon viatico per la carriera del ciclista recanatese che a soli 24 anni può guardare con ottimismo al proseguo della sua carriera.
"Una bella esperienza essermi confrontato con i piu' grandi del pedale – conclude Stacchiotti -. Con molti di loro ho avuto modo di scambiare anche qualche parola quando eravamo in gruppo. Aru è sicuramente un uomo di grande umiltà e dalle importanti caratteristiche come ha dimostrato lottando ruota a ruota con il campionissimo Contador. Peccato per l'assenza di Nibali ma spero in un altra occasione. Comunque credo che si è chiusa una corsa positiva anche per la squadra. Sicuramente abiamo onorato al meglio la fiducia degli organizzatori che ci hanno voluti al giro. Non siamo riusciti a vincere una tappa come nei nostri obiettivi ma ci siamo difesi al meglio. Damiano Cunego è stato molto sfortunato. Siamo partiti per aiutarlo nel miglior modo possibile ma strada facendo è rimasto vittima di una caduta in una tappa dove era nel vivo della gara e avrebbe potuto dire la sua. Una distrazione gli è costata una caduta e la rottura della clavicola e ha ripreso ad allenarsi solo pochi giorni fa costringendolo a saltare anche l'appuntamento con i campionati italiani".

 

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