Rimosso dopo sette anni il palo dove trovò la morte Andrea Cesca. I fiori sparsi in terra

Alla fine quel palo in uscita a destra di via Aldo Moro, verso l’ex statale 77, in direzione Loreto, dove ha trovato la morte un centauro recanatese, è stato rimosso pochi giorni fa. Un intervento sfuggito all’attenzione di tantissimi recanatesi ma non di Jenica Rachinoiu, madre di Andrea che la sera del 3 marzo del 2008, uscito dopo cena da casa (abita nella stessa via al civico 17), ha trovato la morte a soli 21 anni andando a finire contro quel palo adibito a segnaletica src=http://www.radioerre.net/notizie/images/articoli/uomini/cesca-andrea.jpgstradale. Gli operai del Comune, dopo sette anni, lo hanno rimosso e la mamma, che ha perso qualche giorno fa anche il marito Anello, 64 anni, stroncato da una brutta malattia, ricorda come passando ogni mattina in quel tratto di strada non poteva fare a meno di rivolgere lo sguardo al palo dove era riposto sempre un mazzo di fiori freschi. Purtroppo, racconta la madre Jenica con il cuore affranto dal dolore “non hanno avuto riguardo di quei fiori che gli amici avevano legato al palo, trovati sparsi per terra invece che composti vicino al luogo dell’incidente.” Jenica non riesce neppure a darsi una ragione del perché quel palo sia rimasto lì per tanto tempo anche se già alcuni anni prima di quella tragica sera, dove trovò la morte il figlio Andrea, non aveva alcuna funzione. “Mi chiedo, dice la mamma, perché ci siano voluti 10 per rimuovere un segnale stradale che non aveva nessun senso e significato già tanti anni prima?” Andrea Cesca, poco prima delle 2 di notte, di quelk tragico 3 marzo di 7 anni fa, era uscito di casa a cavallo della sua moto, una Suzuki 750, diretto verso Porto Recanati, molto probabilmente per raggiungere i suoi amici e concludere con loro la serata di festa. Nel prendere la curva in uscita da via Aldo Moro la sua moto è volata via schizzando sulla parte opposta della carreggiata mentre il povero ragazzo è finito diritto contro il palo posto sopra il marciapiede sulla sua destra. Da anni il moto club Franco Uncini, al quale Andrea era iscritto, dedica ogni anno, in occasione del motoraduno nazionale, un memorial al giovane centauro.

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