Santa Lucia: la parola al PDL

Incontri, conferenze, riunioni consiliari e di commissione, iniziative del comitato cittadino a difesa del reparto materno-infantile dell’ospedale di Recanati unitamente alle forze di opposizione… Nulla di tutto ciò è stato sufficiente a sensibilizzare l’amministrazione comunale e la Regione Marche al reale disagio che l’imminente chiusura di tali reparti procurerà alla popolazione locale. Così facendo, si crea non solo un evidente disservizio nei confronti dell’utenza ma, al tempo stesso, si priva la città e tutta la Zona Territoriale Asur N.8 di una grande eccellenza, certificata dal riconoscimento ottenuto nel 2010 di “Ospedale amico del bambino” rilasciato dall’Unicef a sole 21 strutture ospedaliere in Italia.

Raccolta di firme (circa 5000 cartoline firmate da cittadini recanatesi a inviate al Presidente della Regione Marche GianMario Spacca per dire “NO” alla chiusura dei suddetti reparti ), sit-in di protesta, manifestazioni in regione, interrogazioni consiliari e richieste di chiarimenti in merito durante le sedute della Commissione Serv. Soc. e Sanità… Nessuna di queste iniziative promosse dai gruppi di opposizione, che hanno incontrato il sostegno unanime di gran parte dei cittadini, nonché una copiosa mobilitazione di amministratori e consiglieri dei centri limitrofi, del suddetto comitato cittadino e dello stesso assessore comunale alla Sanità Daniele Massaccesi sono valse a determinare un cambio di programma o, quantomeno, un riassestamento del Piano Sanitario Regionale.

Con ciò, ci sentiamo in dovere di smentire le false promesse e gli inganni profusi dall’amministrazione comunale in merito alla questione: la tanto decantata legge Fazio, secondo cui al di sotto della soglia di 500 parti annuali si dovesse provvedere allo smantellamento di tali reparti, sembra essere stata adottata solo nel contesto recanatese. Infatti sia le strutture ospedaliere di Jesi e Fabriano, sia la clinica privata “ Villa Igea” di Ancona, entrambe con numero di parti inferiori a 500, rimarranno operative… Inoltre, gli ospedali di Recanati e Civitanova risultano come un unico soggetto erogatore ( superando, insieme, abbondantemente la quota dei 500 parti previsti ): dunque, perché mai chiudere una struttura, funzionante e avviata, in cui sono stati investiti fondi pubblici fino allo scorso anno, per poi cessarne le attività con conseguenti dispendi e aprire il nuovo reparto a Civitanova?… Tutto ciò ci sembra oltremodo deplorevole da parte di chi, nei teatrini della politica, in stucchevoli giochi di palazzo e in occasione di sfavillanti quanto dispendiose inaugurazioni , sperpera denaro pubblico in un momento di precarietà economica come quello attuale.

Pertanto, siamo qui oggi, per rinnovare il nostro impegno a difesa del diritto alla salute dei cittadini e rilanciare una nuova serie di iniziative volte a contrastare eventuali scelte irrazionali e sprechi da parte della sanità regionale.

Esperto PDL, Comm. Serv. Soc. e Sanità Filippo Castagnari

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