Bufera sull'Astea e sull'Asur dopo il disagio che la città di Porto Recanati ha dovuro subire con un divieto di utilizzo dell'acqua potabile, revocato nel giro di 24 ore. Come è possibile che possano accadere queste cose? Se lo chiede lo stesso commissario prefettizio Passerottti che ha chiesto un incontro conn Astea, Asur e Arpam "per dialogare sulle tempistiche di comunicazione degli esiti delle analisi e sulle cause». «Vogliamo capire bene. dice ancora Passerotti, le cause di quanto successo». Ciò che appare assolutamente paradossale è che i risultati delle analisi sono stati resi noti dieci giorni dopo i prelievi, quando l'acqua era già ritornatta potabile. Una cosa del genenre capitò all'ex sindaco Montali all’inizio del suo mandato. «La vicenda dell’acqua ai trialometani dimostra, dice oggi Monbtali, l’inefficienza di Astea spa nella gestione del servizio idrico integrato a Porto Recanati. La cruda realtà dei fatti smentisce la favola raccontata ai cittadini di un gestore che valorizza l’ambiente, l’acqua «bene comune», la qualità del servizio, l’equità tariffaria. Astea in base alla convenzione di Ambito è tenuta ad effettuare il costante monitoraggio sulle reti e sugli impianti allo scopo di garantire la qualità dell’acqua. È di solare evidenza in questo caso chi sia l’autore dell’omissione più grave. E’ indecente, bisogna far sì che si cambi il gestore. I prelievi li fanno il primo dicembre, le risposte arrivano dopo 10 giorni e oggi, dopo 24 ore, è di nuovo tutto in regola. E’ un discorso che fa acqua da tutte le parti. Paghiamo bollette salatissime e i nostri figli bevono acqua cancerogena. Io mi faccio promotrice di una raccolta firma cittadina per mandare via l’Astea».
;