Sfollata da Visso cerca disperatamente la sua casa

Finita l’emergenza passano un po’ sotto tono, purtroppo, i tanti disagi che le persone, che hanno visto la propria casa sbriciolarsi sotto le scosse di terremoto nei mesi scorsi, stanno ancora vivendo lontani dalla propria città. E’ di questi giorni la protesta di chi si trova a dover fare le valigie dai camping e strutture alberghiere della costa per trasferirsi altrove in un doloroso esodo che sembra non aver fine.

Qualcuno, stanco di vivere in una stanza di hotel o in un bungalow, ha deciso di affittare un appartamentino in zona in attesa di poter ritornare alla sua vita normale nella sua casa. Anche Recanati è stata scelta da qualche famiglia e la toccante testimonianza che un recanatese ha scritto sul suo sito facebook rende bene la drammaticità della situazione.

“L’altro pomeriggio, scrive Franco Marconi, appena uscito di casa ho incontrato una donna anziana che mi ha chiesto dove si trovava via Battaglia perchè non riusciva più ad individuare la via di casa sua.” A Recanati, però, via Battaglia proprio non esiste e l’uomo, intenerito dalla donna, ha cercato di farsi spiegare che cosa ci fosse intorno a casa sua per tentare di individuare il luogo e accompagnare l’anziana a casa sua. “Mi ha detto che le case erano a mattoncini e che ce ne erano diverse. L'unica cosa che ricordava era che era passata vicino a un parcheggio di cui una parte coperto.”

Per Franco è stato facile individuare che la strada cercata dalla donna era via Vinciguerra, nel quartiere di Fonti san Lorenzo. “Abitando da quelle parti, racconta ancora Franco, l'ho accompagnata in quella via ed infatti la casa era la seconda della fila. La signora non aveva perso la memoria ma, siccome era venuta in quell'appartamento solo il giorno prima, era uscita e non si era più orizzontata. Strada facendo mi ha detto che veniva da Porto Recanati e che insieme al marito erano sfollati da Visso. Sono stati costretti a lasciare la loro casa, che avevano costruito con i soldi della loro vita, e si sono ritrovati senza più cose, ricordi, senza più affetti e, soprattutto, senza più dignità, sepolti sotto le macerie della loro casa.”

La testimonianza rende bene il disagio che stanno subendo queste persone che vengono sballottate da un posto ad un altro senza una meta finale. Il pensiero corre facilmente alle tante promesse fatte e alle immagini recenti che ci mostrano come, a distanza di più di sei mesi da quelle terribili scosse di terremoto, Visso, Ussita e altri paesi della zona siano ancora con i mattoni per strada.

Anche in città alcune persone si sono organizzate spontaneamente per raccogliere materiale vario, dagli alimentari ai vestiti e coperte, dagli utensili di casa al mangime per gli animali e crocchette per i cani ospiti nei canili, e, con un pulmino, in proprio, partono ogni fine settimana e si recano in queste zone a portare un po’ di conforto a chi ancora vive là, magari sotto rifugi di fortuna, in attesa di vedere di nuovo risorgere la loro casa e la loro città.

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