I tanti perché, che hanno accompagnato le recenti dimissioni dei due consiglieri Massimo Belelli e Massimiliano Politi dal cda della Fondazione Ircer, hanno ora una loro risposta nella necessità di avviare un nuovo percorso della governance di questo Ente che accusa da tempo una stanchezza gestionale ed operativa. E’ notizia, infatti, di questi giorni che tutti gli altri 6 componenti del consiglio di amministrazione hanno deciso di rimettere il proprio mandato nelle mani del sindaco continuando a rimanere al loro posto per assicurare l’ordinaria amministrazione dell’Ente in attesa della nomina del nuovo cda. Adempimento che il sindaco dovrebbe svolgere comunque in tempi brevi per ridare alla Fondazione la sua piena operatività. Non si sbottona più di tanto l’attuale presidente, Alfredo Moretti, che si limita a ricondurre questo gesto delle dimissioni con la necessità di azzerare il tutto per ripartire da capo visto che il consiglio di amministrazione, come era stato concepito all’inizio, è venuto a mancare. Non un passo indietro, quindi, sostiene Moreti ma semmai un passo in avanti per ridare slancio all’Ente, magari con meno componenti del cda. Saranno tutti nomi nuovi o ci saranno alcune riconferme? E’ presto per dirlo. Sicuramente per Moretti il consigliere eletto deve mostrare una reale disponibilità di tempo per portare avanti il suo impegno. La Fondazione, oltre a gestire la casa di riposo di via XX Settembre e quella protetta di Piazzale Europa, segue una discreta attività agraria e gestisce un consistente patrimonio edilizio. Permangono le perplessità sulle motivazioni e preoccupazioni ufficiali che sono state avanzate a giustificazione delle dimissioni in blocco dell’intero cda o, almeno, di quello che rimane, che non appaiono del tutto convincenti. Troppe le decisioni importanti che sono state prese nell’ultimo anno e che incidono profondamente sulla tenuta delle proprie risorse finanziarie, come quella di partecipare in prima fila ad un project financing per il recupero della scuola Beniamino Gigli di via Battisti per un importo di oltre due milioni e mezzo di euro, per non sollevare il dubbio che qualcosa all’interno del cda si sia rotto o, comunque, sia venuta meno l’originaria sintonia fra i consiglieri. I problemi sono tanti e non ultimi anche quelli di affrontare una componente, sempre più esigente ed agguerrita, di familiari degli ospiti della casa di riposo che di recente hanno costituito un gruppo per denunciare criticità ed avanzare proposte migliorative nella gestione della struttura.
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