Si mette mano al tetto di Palazzo Antici, per fermare il degrado dell’immobile

Lavori sulla copertura del vecchio Palazzo Antici, acquisatto nell'aprile scorso da un imprenditore di Osimo. L'intervento sembra comunque che sia stato fatto con iniziativa congiunta fra nuova e vecchia propetà per fermare il degrado dell'immobile e le infiltrazioni d'acqua puntuali ad ogni pioggia. Con il tempo si sono registrati danni al sottotetto in camorcanna e agli affreschi delle volte e delle pareti delle nobili stanze. “Lo storico immobile, che sorge a pochi metri dalla dimora del poeta, è in uno stato di abbandono da decenni, ricorda il sindaco Fiordomo: liti tra proprietari, un'asta faticosa, la solita burocrazia, in troppi hanno dormito. Ora c'è finalmente un privato pronto ad acquistarlo e rimetterlo a posto.” In effetti il palazzo, con le sue oltre 30 stanze tutte affrescate ed alle quali si accede attraverso porte originali e di ineguagliabile fattura del ‘700, è stato acquistato nell’aprile scorso, al prezzo di un milione e 200 mila euro, da una società di Osimo, l’unica offerente dopo diversi tentativi di asta andati a vuoto. “Si è dovuto intervenire,  ci dice Alessandro Biagiola, delegato ai lavori pubblici, con lavori di  sistemazione del tetto perché il suo stato di abbandono era causa di infiltrazioni d’acqua piovana che hanno finito per arrecare danni al sottotetto in camorcanna e distacco agli affreschi che decorano i soffitti e le pareti delle nobile stanze.” Tutto questo sta portando ad un graduale deprezzamento, fa presente ancora Biagiola, del valore dell’immobile. Sembra che i lavori in corso siano eseguiti congiuntamente dai vecchi e nuovi proprietari. “Ho parlato tante volte con il proprietario, dice ancora Fiordomo, imprenditore sensibile ed innamorato di Recanati, e siamo stati insieme all'interno del Palazzo ammirandone la bellezza e tremando per il costante peggioramento della situazione.” Da qui la decisione, grazie anche all'impegno dell'Amministrazione Comunale, di dare subito l’avvio almeno ai lavori più urgenti che riguardano la stabilità del tetto. “Continuerò a lavorare e combattere (si, spesso serve l'elmetto) per recuperare un luogo storico della città” conclude il sindaco Fiordomo che però, nel suo intervento, non fa un minimo accenno sul destino dell'archivio storico presente all’interno del palazzo che, per quello che si sa, non fa parte dell’atto di vendita. L'archivio a suo tempo fu segnalato dall'ex Soprintendente archivistico Mario Vinicio Biondi, in carica sino al 2004, ma sino ad oggi non sono stati mai presi provvedimenti in merito. Alla notizia della vendita del palazzo molti studiosi, specie leopardisti, che nel passato avevano più volte e vanamente cercato di visitare l’archivio, si sono preoccupati della fine del prezioso materiale auspicando che con l’occasione della ristrutturazione dell’immobile potesse essere finalmente trovata una soluzione che permetta di collocare il materiale in locali accessibili al pubblico.

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