Sit-in questa mattina dei lavoratori Teuco davanti ai cancelli della fabbrica di Montelupone, per protestare contro le mancate decisioni che sarebbero dovute essere prese da tempo per dare maggiori certezze sul futuro dell’azienda e degli stessi dipendenti. Un cartello fra tutti emblematico della situazione drammatica che vivono i 119 lavoratori, “abbiamo fame” è stato posto all’ingresso dello stabilimento. I sindacati rappresentati da Manuel Broglia della Uil, Vincenzo d’Alessandro della Cgil e Giuliano Caracini della Cisl, hanno denunciato l’assoluta assenza delle istituzioni alle sorti dei lavoratori, il mancato pronunciamento ad oggi del tribunale sulla richiesta di concordato presentato dall’azienda Teuco e il mancato accoglimento ad oggi della cassa integrazione da parte del Governo. “Si sa solo che gli operai, ha detto Nardino Beccacece rappresentante della Rsu aziendale, sono senza busta paga dal primo gennaio di quest’anno, che alcuni sono stati raggiunti da ingiunzione di sfratto dall’alloggio che occupano e c’è chi per mangiare deve rivolgersi alla Caritas”. Uno spiraglio di speranza si è aperto con l’entrata al lavoro, da lunedì scorso, di un piccolo gruppo di lavoratori per la realizzazione di
appena una trentina di mini piscine. Forse una mossa da parte della proprietà per convincere il giudice a concedere il concordato in bianco presentato nel dicembre scorso e al governo per decidersi a firmare il decreto di accoglimento per sei mesi della cassa integrazione straordinaria, cioè sino al 30 giugno prossimo.
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