Mi fa piacere che il Comitato di quartiere di Castelnuovo abbia approfittato della mia proposta di un diverso utilizzo dell’ex scuola materna “Carancini”, per rilanciare il problema di uno dei rioni più antichi della città da dove, fra l’altro, proviene la mia famiglia d’origine, e dove io stesso sono rientrato ormai da oltre 10 anni.
E’ vero, Castelnuovo, come d’altra parte anche gli altri quartieri periferici della città, deve rivivere e la mia è stata solo una proposta, forse provocatoria, di sfatare il mito che i servizi debbano essere tutti collocati nel centro della città. Anzi, è necessario per motivi logistici e di ordine pubblico impegnarci tutti a ripensare l’organizzazione della città. Non sta certamente a me elaborare un progetto e trovare lo stanziamento dei necessari fondi ma da castelnovese ritengo che sia necessario riportare al centro del dibattito cittadino il problema senza rinviare ulteriormente la sua soluzione. D’altra parte, sono amministratore regionale e vedo le cose che possono essere fatte in collaborazione con la Regione stessa: vedendo la criticità della sistemazione del centro residenziale di salute mentale presso l’ospedale “Santa Lucia”, ho ritenuto di proporre, alla presenza del presidente della Regione e del Direttore dell’Area Vasta 3, una soluzione che, per lo meno, ci consentirebbe di sistemare un immobile di proprietà Ircer abbandonato da anni. Così l’Ircer ci guadagnerebbe e avrebbe a disposizione le risorse da investire in altro modo, magari nella stessa Castelnuovo.
Naturalmente, accolgo, così come da loro stessi proposto, di incontrare i componenti del Comitato di quartiere, unitamente alle altre realtà associative che operano a Castelnuovo, per spiegare il senso della mia proposta ed eventualmente per valutarne altre.
Ancona, lì 02 ottobre 2019
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