Sotto una splendida luna aperti i cancelli del Parco del Colle dell’Infinito

Anche la pioggia ha capito che doveva fare spazio alla luna per mostrare agli uomini lo splendore del parco del Colle dell’Infinito dopo la rigenerazione botanica, curato dallo spin-off dell’Università Politecnica delle Marche sotto la sapiente guida del prof. Biondi, che ha posto fine al degrado del passato, e l’innovativo e stupefacente nuovo impianto di illuminazione nato dal genio di Dante Ferretti, dalla tecnologia della IGuzzini illuminazione e dal saper fare della Dea.

C’era tutta la città e non solo, c’erano le autorità ad iniziare dal presidente della Regione Luca Ceriscioli, c’era la famiglia Leopardi con il conte Vanni, ma soprattutto c’erano i recanatesi con la voglia di riappropriarsi di uno spazio caro alla loro storia. “Io mi sono innamorato della città e di questo luogo magico, ha confessato Dante Ferretti non nascondendo la gioia e l’orgoglio del risultato ottenuto. Luci colorate, bianche, blu, luci che si confondono con quella della luna, che a comando regolano la loro intensità, che diventano intelligenti e consentono ai visitatori di ricevere informazioni utili tramite app.

A partire dal mese di giugno, il sistema di illuminazione sarà integrato con funzioni accessorie di sicurezza, connettività Wi-Fi, alimentazione per dispositivi mobili – che saranno installate negli apparecchi di illuminazione. Sistemi specifici di monitoraggio delle condizioni ambientali e della vegetazione, installati sull’impianto, favoriranno invece la conservazione e lo sviluppo delle specie vegetali e animali presenti. Triplice l’obiettivo dell’intervento illuminotecnico: abbattere i consumi energetici del precedente impianto; incrementare la sicurezza e il comfort dell’area e disegnare un paesaggio notturno vicino allo spirito leopardiano del luogo.

Adolfo Guzzini, patron della nota azienda illuminotecnica recanatese, ha avuto il compito di spiegare la tecnologia utilizzata e non ha nascosto l’ambizione di far diventare la sua cittàò, Recanati appunto,  “una nuova Ville Lumiere che attiri sempre più un  buon turismo”.

Per Fiordomo, dopo tante polemiche, finalmente è stato il momento di raccogliere i consensi e le strette di mano anche da parte di chi ha paventato sino all’ultimo lo stravolgimento di quello che è il luogo simbolo della città. “C’è stato un lungo percorso amministrativo per restituire il colle ai recanatesi come i , l’orto delle monache e risolvere il dissesto idrogeologico di questi luoghi. Il loro recupero è un inno alla bellezza, è creare quel sentimento di comunità che si sta perdendo purtroppo e fare del turismo un punto forte e attrattivo per le Marche e la nostra città”.

Al sindaco sono arrivati anche i complimenti del presidente della Regione, Luca Ceriscioli: “è raro, ha detto, vedere la capacità di portare avanti un progetto di qualità”.

E’ il conte Vanni Leopardi a riferirsi al suo antenato: “Se Giacomo fosse qui sarebbe felice! E lui è qui perché sta nei nostri cuori, perché nei suoi pensieri c’è sempre Recanati. Questo è un luogo di meditazione molto forte. Siamo contenti di questo lavoro!”

Infine la parola è passato all’artefice della rigenerazione botanica del Colle, il prof. Edoardo Biondi: “Le tappe più importanti riguardano lo studio del progetto realizzato da me e da Maurizio Bianchelli e abbiamo cercato di fare un’opera di rigenerazione botanica che rispecchia le idee di Leopardi. Giacomo vedeva nelle piante e negli animali la sofferenza, li considera come in profonda crisi perché ha sempre chiaro che l’esistenza umana ha una fine”. Alle polemiche che accompagnato il progetto per l’eccessiva “potatura” del verde presente Biondi taglia corto: “La progettazione botanica ha dei principi ben chiari ed è da tener presente che questo parco per lungo tempo non è stato curato. Abbiamo sistemato gli affacci che solo oggi sono diventati un belvedere”.

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