Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra mobile ha tratto in arresto M. R.N. pakistano di 29 anni, domiciliato a Porto Recanati perché trovato in possesso di 8 (otto) grammi di eroina destinata allo spaccio. L’immigrato è stato rintracciato in un appartamento del complesso residenziale River Village di Porto Recanati. Alla vista dei poliziotti ha lanciato nel vuoto un involucro, contenente le bustine da spacciare, che andava a cadere sul balcone corrispondente del primo piano. Allo stesso immigrato è stata sequestrata la somma di 1000 euro ed altro materiale utilizzato per il confezionamento delle singole dosi nonché il telefonino che utilizzava per essere contattato dai tossicodipendenti. Dopo le formalità di rito, su indicazione del P.M. di turno, l’interessato che risulta sprovvisto del permesso di soggiorno, è stato collocato in regime di arresti domiciliari presso ola sua abitazione.
Nel contesto della stessa operazione, per la violazione di cui all’art. 75 DPR 309/90, è stato segnalato alla locale Prefettura anche un altro pakistano, trovato in possesso di una modica quantità di hashish.
FATTI ACCADUTI A MACERATA:
Con l’intensificarsi dei controlli amministrativi da parte dei comuni sul fronte delle istanze rese dai cittadini extracomunitari al fine di ottenere l’iscrizione nei registri dei residenti, la Sezione di polizia Giudiziaria della Polizia di Stato presso la procura della repubblica presso il Tribunale di macerata, ha concluso delle attività d’indagine in materia di false attestazioni. L’indagine era coordinata dal P.M. D.ssa Cristina Polenzani che ha ravvisato gli estremi di reato in materia di falsità in atti.
Il successivo coinvolgimento dell’Ufficio Immigrazione per le ulteriori verifiche, ha determinato la revoca del permesso di soggiorno che, nello specifico, era stato rilasciato ad un cittadino di nazionalità pachistana, come seguito delle conseguenze penali per aver rilasciato dichiarazioni mendaci, formato atti falsi o averne fatto uso nei casi previsti dalla legge.
Tale autocertificazione, tendente ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, aveva di fatto tratto in inganno il personale addetto all’istruttoria che, sulla base di cio’, aveva ritenuto lo straniero in possesso del requisito della residenza legale nel comune di Civitanova Marche. Il cittadino pachistano è stato formalmente indagato per il reato di cui all’art. 479 C.P. poiché, proprio sul presupposto del requisito della falsa residenza anagrafica, traendo in inganno il Pubblico Ufficiale esaminatore, era riuscito ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno da considerarsi, a quel punto, atto ideologicamente falso.
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