Stravaganti e sgrammaticati

Povero Leopardi! Il suo “natio borgo selvaggio”, con l’intento lodevole di valorizzarlo, ne infila, invece, una dietro l’altra per rendere onore ai suoi versi sublimi. Non bastava la scarsa attenzione ai luoghi leopardiani, la poco accurata manutenzione di quel paesaggio infinito che ci dovrebbe rinfrancare il cuore. Ora ci si mette anche la moderna cartellonistica  d’informazione turistica a tradurre, in un linguaggio da sms, la sua storia e i luoghi immortalati dalla poesia del vate recanatese: la figura, ad esempio, di un anonimo uccello sta a ricordare la torre da dove “il passero solitario” cantando andava verso la campagna, mentre un otto rovesciato dovrebbe indicare la siepe da dove ammirar gli “interminati spazi … sovrumani silenzi e profondissima quiete”. Ma non basta. Per i turisti disattenti che ancora scambiano la torre dell’acquedotto con quella, ben più famosa, del passero solitario, un bel cartello moderno (una goccia d’acqua in una lenta d’ingrandimento?) li avverte: “Questa è la torre dell’acquedotto. La torre del passero solitario è la dentro”. A parte il tono molto popolano e forse un po’ troppo amichevole dell’annuncio, la cosa che più stona è il mastodontico errore grammaticale commesso: il “la” scritto così, senza accento, dice la grammatica italiana, è l’articolo e non il complemento di luogo che, invece, impone proprio l’accento. Qualcuno su facebok suggerisce una correzione con un po’ di bianchetto ma qualcun altro esprime a voce alta i propri timori: “il pericolo è che con il bianchetto mettano magari un apostrofo sul “del passero solitario”. Il pericolo maggiore però è che ora la torre dell’acquedotto rischi di essere ancor più immortalata per questa stravaganza, facendo dimenticare al turista che a pochi metri c’è la vera torre, cara al poeta Giacomo.

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