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Recanati dice addio a Salvador Caporalini. Un lungo corteo ha accompagnato il feretro nella Chiesa di Cristo Redentore, dove questo pomeriggio si è svolto il rito funebre. Poco dopo una folla silenziosa e commossa ha riempito la chiesa tanto da rendere difficile l’ingresso a chi voleva entrare per assistere al culto. C’erano proprio tutti. I compagni del PD, il sindaco e gli assessori, i consiglieri dell’IRCER, e tantissimi altri amici che insieme ai parenti hanno condiviso il dolore. Toccante il rito funebre già dall’inizio della funzione, quando il parroco emozionato ha affidato alla casa di Dio la vita troppo breve di Salvador. “L’ho visto qualche domenica fa per fare la comunione” ha detto Don Rino Ramaccioni. “Questo è un momento inspiegabile”. Infatti morire a trentanove anni all’improvviso non si può commentare. “La morte è un ladro!” ha concluso il prete “Non ha avvisato Salvator”. Un pomeriggio di sofferenza che ci pone davanti al mistero della vita e della morte mentre una città intera si stringe attorno alla famiglia Caporalini.
Nicla Cingolani
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