SUL CAMBIAMENTO DEL CLIMA CITTADINO CI VEDO OMBRE PREOCCUPANTI.

Per  amor  di  precisione  voglio  subito  chiarire  che  le  mie  perplessità  non  riguardano   tanto  l’ambito  politico  nella  sua  generalità, quanto  l’ambito  cittadino  complessivo dal  quale, poi, emerge  la  dirigenza  politica  locale.

Lo  spunto  mi  viene  dal  dibattito, sempre  inquinato  dall’anonimato, al  quale  ormai  mi  sono  rassegnato  con  tanto  rammarico  perché  segno  di  scarso  senso  della  vera  libertà  individuale, dibattito che  in  questo  sito  si  è  aperto  sulle  rimostranze  manifestate  dai  commercianti  del  centro  storico  per  la  chiusura  totale  al  traffico  del  Corso, che  ha anche   sicure  ricadute  sul  resto  delle  vie  centrali.

Non  riesco  a  nascondere  di  essere  restato   letteralmente  allibito  dai  commenti,numerosi, del  tutto  sfavorevoli  alle  lamentele  dei  commercianti, alla  sorte  dei  quali, per  inciso, non  sono  cointeressato  in  nessun  modo.

E’ demenziale  non  capire  che  parliamo  di  persone  che  rischiano  di  non  avere  più  reddito, alla  stregua  dei  tanti  giovani  che  non  trovano  lavoro  o  di  quelli  che  lo  perdono  per  la  crisi  devastante  che  ci  ha  colpito  ed  alla  quale  resta  difficilissimo  contrapporsi.

In  questa  fase  veramente  angosciosa  per  il  Paese è  indispensabile  un  qualche  senso  della  solidarietà, certi  provvedimenti  anche  se  teoricamente  consigliabili  è  bene  adottarli  in  contesti  adatti   per  evitare  danni  di  rilievo  e  degli  stessi  contesti  va  tenuto  presente  ogni  aspetto  che  caratterizza   la  realtà  specifica, diversa  da  paese  a  paese, Recanati  non  è  Macerata  o  Milano, e  se  una  persona, come  ne  ha  pieno  diritto, vuole  fare  una  passeggiata  senza  il  fastidio  delle  auto con  il  loro  carico  inquinante  può  trovare  mille  soluzioni  senza  sostenere   con  cinica  indifferenza  iniziative   di  pedonalizzazione  totale  delle  vie  centrali  di  Recanati.

Come  minimo  si  dovrebbe  auspicare  una  robusta  gradualità  di  certe  misure, al  fine  di  consentire  a  tutti  di  adattarsi  ad  un  sistema  di  vita  diverso  da  quello  tradizionale  adottato  da  generazioni.

Sono  per  l’ecologia che, purtroppo, viene  violentata  in  mille  maniere  che  sfuggono  a  tanti, ma  bisogna  evitare  di  immolare  su  questo  altare  la  vita  di  tante  persone.

In  rebus  est  modus, ci  dice  la  sapienza inappuntabile  di  uomini  antichi.

Gianni  Bonfili.

foto di Luciana Interlenghi

 

 

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