Telefono amico, riprende con i fondi regionali

Sono una trentina gli anziani soli che ricevono compagnia dal telefono amico, un servizio istituito 12 anni fa dal Moica Marche e la Banca del Tempo di Recanati. Pochi se si considera che la popolazione anziana, oltre i 65 anni di età, a Recanati è salita a 4706 unità su un totale di 21.830 residenti, cioè all’incirca un anziano ogni quattro abitanti. “Ma al giorno d’oggi, ci dice Elisa Cingolani, presidente regionale dell’associazione, guai a considerare anziana una persona ultrasessantacinquenne! Sino a 80 anni rifiutano di essere considerati vecchi ed è per questo che al telefono amico si rivolgono soprattutto le persone sopra gli ottanta anni. L’anziano generalmente chiede un po’ di compagnia, magari che gli venga letto un articolo di giornale o che qualcuno lo accompagni al cimitero per far visita ai suoi cari.”  E’ il costo del telefono che pesa in modo insopportabile nel bilancio dell’associazione. Il Moica è stata costretta, per molti mesi, a ridurre i contatti, perché le bollette telefoniche, che sino a due anni fa venivano pagate dal Comune, ora sono a completo carico del Moica. Non è la prima associazione a subire lo stacco della spina da parte dell’Ente pubblico. Così se prima l’anziano, veniva sentito telefonicamente due volte e settimana, poi, la telefonata veniva fatta  una volta ogni quindici giorni. Soldi non ce ne sono più e anche il Moica è finita sotto la mannaia dei tagli al sociale.  Il  coraggio e  l’ostinazione, per fortuna, però, sono duri a morire e il sodalizio, tutt’altro che domo, è riuscito proprio in questi giorni a farsi finanziare dalla Regione Marche con 5.000 euro il progetto del telefono amico a favore degli anziani. La Banca del tempo è riuscita, così, ad ampliare il servizio e le socie volontarie sono da qualche giorno al lavoro tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, per due ore giornaliere oltre a garantire anche la disponibilità, nell’arco di tutte le 24 ore, di una segreteria telefonica. Gli angeli del telefono sono Annnamaria, Elena, Maria Grazia, Josetta, Angela e le stagiste del liceo psico pedagogico Tatiana, Elisa e Arianna

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