Telera non si muove da coordinatore della Protezione civile.

Si è fatta movimentata la conferenza stampa indetta da Pasquale Telera, Coordinatore della Protezione Civile di Porto Recanati, ancor prima di cominciare, visto che un guasto tecnico (nel caso specifico, un guasto alle luci nella sala adibita alla conferenza) ha fatto ritardare l’inizio di una trentina di minuti, e il tutto si è risolto alla fine organizzando al volo la conferenza stampa nel cortile delle scuole Diaz e non dentro come era anziché previsto. Telera ha ribadito due cose nel suo incipit oratoriale: di non voler parlare delle sue vicende personale di cui molti giornali hanno spesso blaterato a sproposito e di essere lì nella veste di Coordinatore tecnico comunale, facendo – per quanto sembri lapalissiano – un po’ di chiarezza in questo magma confusionale che nulla sembri semplificare oggigiorno nella Protezione Civile.

Ha così spiegato che i responsabili della Protezione Civile regionale – i vari Cammarota, Perugini e Principi – hanno ribadito che tutto ciò che venne fatto dalla Montali nel formare il nuovo gruppo di Protezione Civile, in quel famoso 25 febbraio, è regolare come procedura. Difatti, in quella famosa riunione indetta dal sindaco che precedentemente aveva azzerato la Protezione Civile per una sorta di inefficienza manifesta, rimuovendo Marino Camilletti dal ruolo di Coordinatore, fu verbalizzato dall’assessore competente e ratificato dall’ex sindaco Montali, la quale era presente. Racconta poi che in quella arcinota riunione vennero discusse tre cose dai 45 volontari presenti: l’annullamento dell’articolo 2 del decalogo, la durata del Coordinatore, e l’elezione del suddetto Coordinatore. E durante la votazione i vari Rosalba Ubaldi e Marino Cammilletti, in una sorta di secessione dell’aventino andarono via sdegnati.

Telera ha denunciato anche diversi sprechi: il numero verde che è costato 7.500 euro e non funziona, un’area di ammassamento a Scossicci costato 72.000 euro incompleto e che funge da parcheggio, una sala operativa di 3 metri per 3 condiviso tra l’altro con l’Urp, una Land Rover così tanto andata in officina da poterne essere comprata tranquillamente un’altra, e un pickup andato in officina per il guasto di una batteria e che tutt’ora marcisce lì dal 25 maggio, oltre ad altri materiali come il gommone e la pompa autoadescante – che costa fra i 5000 e i 6000 euro – che non si sa minimamente dove siano. Inoltre ha ribadito che sia l’assessore di allora Andrea Dezi che l’ex Coordinatore Marino Camilletti non hanno mai effettuato il passaggio di consegne e quindi l’ufficio tecnico non ha mai consegnato le chiavi del magazzino della Protezione Civile a Telera. Vi è quindi una totale impossibilità ad agire sottolinea Telera, che ammette anche di essersi dimesso dalla carica di Presidente della New Social Group. Telera ha anche detto di aver mandato una lettera al Commissario Prefettizio chiedendo un incontro ma finora non c’è stata risposta da parte del Commissario, “La fila dei non ricevuti è lunga” ha soggiunto l’ex vicesindaco Riccetti, presente da spettatore alla conferenza stampa.

Telera ha infine aggiunto che la sua elezione è regolare, perché nel regolamento regionale un volontario non può diventare Coordinatore solo se viene interdetto dai pubblici offici, cosa che a lui non è successa, aggiungendo che dovettero ridurre il gommone da 90 cavalli a 40 perché quando chiesero alla Guardia Costiera il permesso per far prendere il patentino nautico ai soggetti indicati dal Comune, questi non potevano perché con precedenti penali e quindi dovettero ridurre a 40 cavalli poiché non serve patentino navale per guidare un gommone con quel motore, ma di costoro non si seppe nulla mentre della causa per stalking contro Telera sì.

Conclude Telera che finché non arriverà una comunicazione che lo sospenda dall’incarico con motivazione allegata, lui sarà e si sentirà il Coordinatore della Protezione Civile di Porto Recanati.

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