Giovanni Giri, è uomo che non rimpiange il passato, dicendosi favorevole al nuovo, ma sente la mancanza di stile e di educazione nel fare politica. Oggi insomma si è più litigiosi. “A volte i conflitti sono esasperati. E’ bene che ci siano ma sarebbe bene che fossero sui problemi. L’unità del partito una volta era sacra oggi è considerata un accessorio.” Giri si riferisce chiaramente alle turbolenze che si sono vissute all’interno del Pd e che sono trapelate all’esterno in forma esagerata. “Queste cose finiscono per stancare la gente che giustamente non fa tante distinzioni.”
Sul fronte delle alleanze Giri parla di Paese Vero di Agostinacchio come uno dei padri fondatori della sua candidatura insieme naturalmente al Pd. In più si sta tentando di trovare alcune persone che siano espressione di una società civile sempre più ampia.
“Abbiamo lavorato alla definizione di un programma che abbiamo posto all’attenzione delle associazioni."
Alternativa civica è un rapporto più complesso. "Nel primo incontro mi hanno detto che erano intenzionati ad andare da soli. Però il colloquio con me non li ha lasciati insoddisfatti. Successivamente il gruppo ha fatto ulteriori passi avanti verso una eventuale collaborazione, che io caldeggio.”
Giri esclude che dentro il Pd ci siano motivi di discussione per la sua candidatura.
“Quanto all’Udc saggezza vuole, conclude Giri, che non si considerino le porte già chiuse. “A porto Recanati l’Udc e il Pd sono stati sempre contrapposti. Ho una grande stima per l’Udc e ben venga un dialogo, che va affrontato sui programmi. Bisogna solo vedere cosa si vuol fare e la verifica fa fatta sulle cose concrete."
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