Correva l’anno 2009 quando la giunta Fiordomo pubblicizzava l’acquisto (30 mila euro di spesa) e l’installazione di 20 rilevatori di velocità (speed-check) volti all’incentivazione della sicurezza stradale e alla prevenzione di incidenti dovuti all’eccesiva velocità. Una spesa a suo tempo contestata poiché sottraeva fondi al progetto di videosorveglianza del centro città e di alcune zone periferiche particolarmente problematiche. Quando vennero installati gli immancabili vandali si divertirono a farne saltare alcuni che vennero cambiati e risistemati con ulteriore aggiunta di spese. Oggi quegli speed-check versano in uno stato di totale abbandono, non solo perché non viene svolta nei loro confronti una regolare e periodica manutenzione, ma molti si interrogano se siano ancora funzionanti. In realtà informano dal comando della polizia municipale, i due unici autovelox in dotazione sono ormai fissi, installati, cioè, in maniera permanente, da molti anni, all’interno dei due box lungo la strada Regina, in contrada Romitelli, nucleo abitato di Recanati, in entrambe le direzioni di marcia Il sindaco Fiordomo, allarga le braccia e ammette che quei 20 speed-check fungono un po’ come da “spaventapasseri. Quei box arancioni, spiega, sono vuoti perché sul territorio comunale non c’è la possibilità di mettere l’autovelox fisso, o meglio, lo puoi piazzare ma con la presenza della pattuglia e la segnaletica adeguata (segnale a terra 200 metri prima) come con il telelaser, questo perché ci deve essere la contestazione immediata.” Una normativa valida su tutto il territorio comunale ad eccezione delle strade provinciali, quindi Romitelli e la strada per Montefano. Per quest’ultima, per esempio, i lavori, eseguiti dalla Provincia nel febbraio scorso, di asfaltatura della strada dopo la sistemazione idraulica e la regimazione delle acque, un intervento di 130 mila euro, sono stati resi possibili dalle risorse finanziarie generate dalle sanzioni comminate, anche grazie agli speed-check, sulle strade provinciali per le infrazioni commesse. Non funzionano, quindi, e, al di là della spesa inutile effettuata nel 2009, non sono neanche un bel vedere: quasi tutti in condizioni malandate. La funzione nei riguardi di automobilisti ignari ancora la svolgono. Perché per alcuni viene spontaneo alla loro vista mettere il piede sul freno per rallentare la corsa per poi magari riprendere, una volta passati, a pigiare il gas. Per chi invece conosce le condizioni del loro funzionamento regolato dal codice della strada, non ci fanno neppure più caso. Quei totem, insomma rimangono ancora lì, a testimonianza di un tempo che fu, ormai presenza familiare e parte di un arredo urbano che nulla a che vedere con la “città della poesia e della cultura”.
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