Una mostra a Modena svela i rapporti epistolari e letterali fra il conte Monaldo Leopardi e gli intellettuali dell’800. L’iniziativa nasce dalla curiosità dell'avvocato Gibertini il cui bisnonno Giuseppe Cavazzuti, docente di lettere, aveva pubblicato nel 1938 per l'Accademia di Scienze, Lettere e Arti un libro su Monaldo e alcuni eclettici modenesi.
Il nutrito carteggio depositato all'Archivio di Stato e all'Archivio Storico Comunale alla fine ha portato alla realizzazione di questa mostra dal titolo: "Il magnanimo vecchio e il giovane favoloso", cui ha collaborato anche la Biblioteca Estense e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani. In quel periodo, nella prima metà dell'800, a Modena nasceva il giornale "La Voce della verità", voluto dal Duca Francesco IV e diretto da Marcantonio Parenti. Fra i collaboratori c’era anche il padre di Giacomo Leopardi, il conte Monaldo, che poi venne stimolato a fondare a Recanati una sua pubblicazione, "La Voce della ragione" che portò avanti anche con l'aiuto della figlia Paolina.
Fino a febbraio l’evento resterà aperto alle scuole con tantissime visite guidate già prenotate. Alla presentazione della mostra ha partecipato anche il Conte Vanni Leopardi in rappresentanza di Casa Leopardi, Laura Melosi in rappresentanza della Cattedra Leopardiana all’Università di Macerata e del CNSL di Recanati e gli studiosi Pantaleo Palmieri e Andrea Campana.
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