Padre Grimaldi è convinto che sia un Van Gogh

Nota dell’addetto stampa della mostra del van Gogh a Villa Colloredo.

Continua il dibattito artistico sul celebre dipinto attribuibile a Van Gogh

il “Fienile protestante” ospitato fino al 26 agosto  al Museo di Recanati

Padre Floriano Grimaldi  autore della scoperta ci racconta l’opera

Come è consuetudine  in tutto il mondo, le attribuzioni dei quadri ai grandi artisti accendono sempre gli animi di critici, collezionisti e curiosi, nella stessa maniera continua il vivace dibattito aperto sul dipinto  il “Fienile protestante” attribuibile a Van Gogh ospitato dal Museo Villa Colloredo Mels di Recanati nella mostra curata da Massimo Masci e Stefano Masi. Un ampio dibattito che annovera  diversi punti di vista:  tra chi non  riconosce l’opera come un Van Gogh e chi invece ne ritrova lo stile e il tratto del grande artista ma ritiene non possa esser l’ultimo, e chi ne riconosce  parentele con un’altra opera di Vang Gogh  del 1887, “Bagni pubblici sulla Senna ad Asnier” in ogni caso il quadro per la prima volta è visibile dal 7 luglio grazie ai locali del Museo Villa Colloredo Mels di Recanati  che lo ospita fino al 26 agosto, ed è meta continua di centinaia di turisti italiani e stranieri.

Autore della scoperta del dipinto, di proprietà di un collezionista belga: uno dei più illustri studiosi marchigiani, padre Floriano Grimaldi  da  cui ci facciamo raccontare l’opera.

“Quando vidi per la prima volta la campagna fotografica del quadro, denominato  successivamente “Il Fienile protestante”, rimasi sorpreso dalla forte componente  espressiva della materia pittorica e dalla compressione che la griglia  geometrica compositiva imponeva alla forza del colore. I dettagli, poi, del  carretto sull’aia, come quello inserito dentro al fienile e dentro alla rimessa, erano stilisticamente da considerare solo di Vincent van Gogh: fermo restando, bene inteso, che il quadro fosse realmente antico.  La mia esperienza, acquisita in molti anni trascorsi nei musei e nei

laboratori di archeologia, come negli archivi, mi suggerivano di confrontare i materiali del dipinto del “Il Fienile protestante” seguendo le più rigorose metodologie scientifiche, archivistiche e storico-artistiche. Così, partendo dal dato stilistico, si è proceduto scientificamente a dimostrare l’autenticità dei materiali. É stata pubblicata una prima monografia nel 2011, con tanti raffronti stilistici e tanti dati tecnici inoppugnabili. A distanza di un anno, incuriositi dall’interesse nato intorno a questo libro, si è proceduto ad approfondire le indagini (rifacendole ex novo) e a scrivere un catalogo appositamente per colmare delle lacune e precisare degli argomenti, primo fra tutti il capitolo della storia dei proprietari: Georges ed Henriette Rodembach.”

Un catalogo di 308 pagine a cura di Massimo Mascii e Cesare Renzo Romeo, realizzato con il contributo di Massimo Seroni, Floriano Grimaldi, Stefano Masi, Nicola Lanza, Anthony Via, Bruno Segatta, che documenta la storia del dipinto e le ultime analisi scientifiche applicate alla tela dell’opera tra cui  quelle diagnostiche effettuate dal Prof. Cesare Romeo del Politecnico di Torino.  Per studiare le opere e verificarne le attribuzioni,  a differenza del passato, attualmente i mezzi investigativi sono in grado di avvalersi delle più sofisticate e moderne tecniche di indagine chimico-fisiche: analisi dei pigmenti e del supporto pittorico, radiografie e riflettografie con raggi infrarossi e ultravioletti, e tanto altro. Su questo tema, il Comune di Recanati insieme ad alcuni principali  Atenei come il Politecnico di Torino, l’Università Federico II di Napoli , ed ad un vasto gruppo di studiosi  e Istituzioni è tra i firmatari di un protocollo d’intesa internazionale finalizzato a proporre un nuovo metodo nella certificazione delle Opere d’arte, un nuovo modo di vivere la dimensione della critica artistica, per coniugare basi e criteri scientifici con opinioni autorevoli.

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