la triste storia di Rino

Che fine ha fatto Rino, l’anziano cane ammalato, con un grave problema neurologico, finito in un recinto privato di campagna e fotografato da una rappresentante degli animalisti recanatesi mentre era a terra profondamente prostrato? Lo chiede Patrizia Lorenzetti dell’associazione “Amici animali” che di Rino non ha più notizie dal giorno dopo in cui è comparsa la sua foto sul Carlino.

“Io ho parlato con il volontario del canile, che aveva preso il cane in adozione, e mi ha assicurato che sta bene. Ma mi chiedo perché un cane malato, che vive in una struttura come quella del canile comunale, fornita di un ambulatorio e di un direttore sanitario, è stato portato in campagna, dentro un box all’aperto coperto solo da una tettoia?”

La storia di Rino è triste. Il cane, tempo fa, aveva un padrone che lo aveva prelevato dal canile adottandolo, pur essendo già vecchio e malaticcio. Dopo sette mese la sua padrona, vedendolo peggiorare di giorno in giorno, lo ha riportato al canile.

Successivamente è stato di nuovo adottato, questa volta da un volontario che lavora nella struttura comunale e condotto in campagna. Michela Fornari e Franca Trovellesi, dell’associazione “Fratello cane”, sono andate a trovarlo e raccontano di essere state lì per tre ore nel tentativo di vederlo e curarlo.

“Abbiamo avvertito le guardie zoofile, dice Fornari, che sono andati a verificare, ma non sono state fatte entrare neanche loro. Se è vero che Rino sta bene, perché non lo fanno vedere a nessuno? Perché lo nascondono?”

Patrizia Lorenzetti riferisce, infine, che la sua associazione ha presentato un esposto sul caso di Rino al Corpo Forestale e all’Asur chiedendo di verificare le sue condizioni e dove oggi si trova.

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