Si apre uno spiraglio sul destino del vecchio immobile dell’ex Clarisse di Castelnuovo di proprietà degli Ircer. Due rappresentanti di una nota società pesarese, due giorni fa, accompagnati da un funzionario del’’Ente di via XX Settebre, hanno visitato la struttura e l’ex asilo Carancini, anch’esso di proprietà degli Ircer, chiuso da circa dieci anni. La società si è detta seriamente interessata a rilevare le due strutture per costruirvi degli appartamenti per anziani.

Se il progetto dovesse concretizzarsi per la Fondazione Ircer sarebbe una vera boccata di ossigeno perché attualmente non ha fondi per mettere mano alla ristrutturazione dell’immobile, che ha ospitato per moltissimi anni un convento di suore, poi una fabbrica di mobili e più recentemente una scuola di musica. Recuperare un manufatto di quelle proporzioni costerebbe, infatti, agli Ircer una cifra spaventosa che si aggirerebbe sui 5-6 milioni.
L’immobile di proprietà del Comune venne ceduto, verso la fine degli anni duemila, agli Ircer per una somma di poco superiore ai 2 milioni di euro che già allora comportò un vero salasso per l’Ente, che gestisce la casa di riposo, la casa protetto, dei mini alloggi per anziani e un discreto patrimonio agrario. In cambio, però, l’allora amministrazione Corvatta deliberò, nell’agosto del 2007, una variante urbanistica che permetteva agli Ircer di rendere edificabili circa 17 ettari di terreno agricolo ubicati in diverse zone del territorio comunale, fra cui quella di Fontenoce, per un totale di 200.000 mc.
Purtroppo, però, gli Ircer, dopo aver pagato regolarmente l’acquisto dell’immobile, rimasero con un palmo di naso perché la variante, con l’avvento della nuova giunta Fiordomo, non ebbe più seguito e all’Ente non rimase altro da fare che cercare un acquirente, con il peso, però, di dover pagare prima l’Ici, oggi l’Imu, su quei metri cubi edificabili.
Tempo fa giunse una proposta di acquisto da parte di una società interessata a realizzarci una struttura per anziani ma solo in presenza della convenzione con la Regione Marche per avere garantita l’integrazione del pagamento delle rette. Ma la Regione da tempo ha chiuso il numero dei posti convenzionati e il progetto venne accantonato. S’era fatto avanti, poi, un altro privato che aveva in animo di trasformare il complesso in un social housing, cioè appartamenti che, dopo tanti anni, sarebbero rientrati nella proprietà degli Ircer, ma chiedendo, nel frattempo, di non versare alcun canone di affitto per l’utilizzo di quella struttura.
Gli anni passano, però, e l’immobile dell’ex Clarisse va sempre più in degrado. Il tetto, che da’ sulla vecchia chiesa, è sfondato in più punti, situazione che si aggrava ad ogni pioggia abbondante. Ma, d’altra parte, gi Ircer non hanno nessuna convenienza a buttarci sopra altri centinaia di migliaia di euro per un manufatto destinato, comunque, ad essere ceduto a privati.
“Le falle sul tetto che si sono create, dice Sergio Beccacece, presidente della Fondazione Ircer, non costituiscono, ad oggi, un pericolo alla stabilità della struttura che, peraltro, è stata verificata di recente, proprio in occasione del sopralluogo effettuato con i due rappresentanti della società pesarese, interessata al suo acquisto.”
