Quel pasticcio del cantiere del vecchio campo sportivo

Recanati. Nota di Maurizio Paoletti. Sinceramente le “carnevalate” le stiamo vedendo fare dall’Amministrazione comunale. Sul cartello di cantiere apparso magicamente il 19 ottobre, anche se i lavori sono iniziati il 6 ottobre, leggiamo: “lavori : opere propedeutiche per Centro Città” Ci chiediamo, dove era previsto nella convenzione firmata con il soggetto attuatore del Centro Città che il Comune dovesse realizzare opere propedeutiche? Ora speriamo che al Comune non venga in mente di eseguire altri lavori propedeutici come la demolizione in economia con i propri operai dei fabbricati inseriti nel project per recuperare mattoni, coppi e quant’altro possa essere utile per realizzare importanti attività sociali e ricreative di interesse pubblico, magari in accordo con altri comuni. Il privato esecutore del project ringrazia calorosamente. Dopo la variante al progetto iniziale di minor impatto economico e che distrugge il campo sportivo F.lli Farina, il comune gli esegue anche se non previste in convenzione, opere propedeutiche con conseguente diminuzione di oneri a carico dello stesso privato!! A costo zero? Il lavoro eseguito da operai e mezzi del comune non costa nulla?

Sempre sullo stesso cartello di cantiere non compare il nome della ditta esecutrice dei lavori, che anche se lavora incaricata dal comune di Corridonia resta ditta privata e pertanto devono essere rispettate tutte le norme previste per i lavori pubblici e sicurezza. La data di inizio lavori riportata è il 16 ottobre, peccato che tutti hanno visto ed alcuni hanno documentato anche su facebook, work in progress, che i lavori sono iniziati il 6 ottobre e che all’interno del cantiere, perché di cantiere si tratta, si potevano trovare comuni cittadini di tutte le età che giravano tranquillamente tra operai e mezzi d’opera in azione. Carnevalate? Queste si sono carnevalate. Il Comune ha l’obbligo morale di essere il primo a rispettare le norme sulla sicurezza dei cantieri e non invitare i cittadini interessati a pezzi di sintetico a rivolgersi all’ufficio tecnico e firmata una liberatoria, andare a prendersi il pezzettino di erba all’interno di un cantiere. Chissà cosa sarebbe successo se in un cantiere privato confinante con aree pubbliche si fossero dimenticati di realizzare la recinzione di cantiere!!

Altra questione. Ma l’intaso non era insalubre e doveva essere smaltito in discariche speciali? Così affermava solennemente il delegato allo sport in una nota ufficiale del 24 agosto 2012, criticando l’omertà in merito di chi sosteneva la difesa dell’impianto sportivo F.lli Farina. E’ stato tolto dai rotoli del sintetico e smaltito secondo le vigenti normative in materia? O questo rifiuto speciale per l’Amministrazione può essere “tranquillamente”smaltito in parte presso quartieri cittadini, in parte presso comuni limitrofi  e in parte stoccato nella zona del Palazzetto dello sport?

Oltre al danno di vedere smantellare un impianto sportivo che è una parte di storia di Recanati e che poteva essere tranquillamente salvato e integrato anche nella variante al progetto Centro Città, assistiamo anche alla disarmante superficialità, accompagnata oramai dalla caratteristica arroganza di chi gestisce la cosa pubblica.

PDL Maurizio Paoletti

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