Indennizzate i cittadini recanatesi costretti a curarsi fuori città

Nota di Simone Giaconi. Purtroppo anche la bugia che il nostro ospedale sarebbe servito per la popolazione anziana è caduta di fronte alla chiusura della Medicina per far posto alla lungodegenza.

Da lunedì scorso anche per una bronchite bisogna andare a Civitanova, nonostante le false promesse degli amministratori comunali e della Regione, mentre continuano ad aumentare le tasse (accisa sui carburanti, addizionale irpef…) per servizi sanitari che non vengono più erogati ai cittadini.

E tutto ciò arriva dopo la chiusura del dipartimento materno infantile, del laboratorio analisi, la soppressione dei 4 medici del punto di primo intervento, del mancato inserimento di almeno un radiologo…

Non è più accettabile che una delle prime città delle Marche perda servizi pubblici, mentre i rappresentanti politici di Comune e Regione continuano a spartirsi poltrone ed aumentare tasse come se nulla fosse e mentre in altre città sorgano nuove strutture sanitarie.

Non è accettabile che anche i costi di assistenza ricadano sulle famiglie recanatesi in modo sempre più ingente, dalla benzina per lunghi spostamenti alle giornate lavorative perse per recarsi in ospedali distanti oltre 40 chilometri!

Proponiamo di far sentire la nostra voce nei confronti di chi amministra male città e regione nell’unico modo possibile: chiusura immediata dei rapporti con l’AMAT, inutile carrozzone regionale che nel 2012 ha preso dalle tasche dei recanatesi oltre 300.000 euro, ed utilizzare quei fondi per indennizzare tutti i recanatesi che si devono recarsi fuori per cure promesse e non più garantite.

Chiediamo anche il sostegno dell’assessore alla sanità, unica voce fuori dal coro di un’amministrazione insensibile verso i più deboli.

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