Vi auguro una dissenteria da spumante.

Recanati. Chi vive sulla propria pelle lo stato della sanità finisce generalmente per non avere indulgenza nei confronti dei politici ed amministratori. Maria Magi, una cittadina recanatese molto conosciuta per il suo impegno nel sociale, è arrabbiata per lo stato dei servizi che ha trovato all’ospedale di Recanati,  sperimentato direttamente con il ricovero del marito nell’ex medicina, oggi lungodegenza. Ha scritto una lettera aperta, fortemente risentita, indirizzata a tutti coloro che, secondo il suo giudizio, hanno “rovinato, dissacrato, rubato e violentato la nostra sanità”. Con chi ce l’abbia non occorre tanta fantasia.  “Vi auguro con tutto il cuore di passare, per una banale indigestione, in una qualsiasi struttura sanitaria pubblica del nostro territorio. Allora vi accorgerete, scrive la Magi, cosa significa stazionare per ore e ore in una barella al pronto soccorso, girare da un ospedale all’altro perché non ci sono letti disponibili e, magari, essere dirottati alla fine in una struttura chiamata lungodegenza che in soldoni significa ti tengo qui finché non muori e dove hai a che fare con operatori a dir poco disorientati che non fanno altro che peggiorare il servizio, almeno dal punto di vista umano.” La Magi si dice scioccata per come la medicina del S.Lucia si sia ridotta a semplice cronicario con un servizio non all’altezza e con un senso generale di abbandono. La lettera si conclude con un ennesimo invito rivolto ai politici di risparmiare all’elettore  inutili promesse elettorali “che, se fatte in buona fede, denotano l’assoluta incapacità di gestire la cosa pubblica ma, se fatte in malafede, significa che le mie invettive sono tutte giustificate. Buon anno signori e ricordatevi che Cristo nel tempio si arrabbiò moltissimo con gli ipocriti e i ladri”.

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