Il Sel insorge contro la Regione a difesa del S.Lucia

Basta tagli alla sanità!

 

Ora basta, la misura è colma! La Giunta Regionale deve ritirare il nuovo piano di riorganizzazione sanitaria perché è inaccettabile, sbagliato, ingiusto e probabilmente inutile, in quanto i risparmi forzati prodotti sulla pelle dei cittadini verrebbero quasi certamente vanificati dagli immensi costi sociali, che si trasformano sempre in altri costi economici.

Recanati aveva accettato il precedente piano di integrazione e specializzazione della rete ospedaliera, pur dovendo registrare con sofferenza la chiusura del punto nascita del Santa Lucia: l’ospedale di Recanati si fondeva con quello di Civitanova, conseguendo alcune eccellenze come la chirurgia a ciclo breve per l’intero territorio, e mantenendo i servizi, il punto di primo intervento, la medicina come lungodegenza rivolta ad una popolazione sempre più anziana, la radiologia, la dialisi, il laboratorio analisi funzionante. Si avviava inoltre, almeno nelle promesse dei vertici,  una ristrutturazione del nosocomio che avrebbe portato al suo interno gli ambulatori.

Poi il primo colpo, con lo svuotamento di fatto del punto di primo intervento, che toglie a Recanati la possibilità di trattare gli “acuti” e, di conseguenza, priva la struttura di medici specifici per il pronto soccorso. Ora arriva questo nuovo disegno organizzativo che, diciamolo chiaramente, chiude l’Ospedale di Recanati, trasformandolo in una RSA per anziani. Noi non ci stiamo! Bisogna tornare subito indietro al precedente progetto, e attuarlo.

La Giunta Regionale, pur in un quadro di tagli imposti da vari governi (politici e tecnici) che noi non abbiamo mai sostenuto, ha grosse responsabilità nel reperimento delle risorse necessarie a farvi fronte. L’esperienza di altre regioni, e la stessa attività della Giunta Fiordomo (anche i Comuni hanno visto ridotti drasticamente i trasferimenti) dimostrano che è possibile far quadrare i bilanci senza tagliare in modo indiscriminato sanità e servizi sociali.

La Provincia di Macerata non può rimanere con soli tre ospedali e con soli tre punti di primo intervento perché la struttura del territorio e la distribuzione della popolazione in piccoli centri lo sconsigliano fortemente: non sarebbe possibile far fronte tempestivamente alle richieste di soccorso e le strutture restanti rischierebbero il collasso. Basterebbe che i solerti (e superpagati) dirigenti regionali che hanno partorito questa follia passassero qualche ora al pronto Soccorso di Civitanova per rendersi conto che stanno sbagliando proprio tutto!

Basta delegare ai tecnici le funzioni della politica! Abbiamo visto in un anno di Governo Monti cosa sono stati capaci di tirar fuori i cosiddetti “tecnici”. E’ ora che la politica si riappropri della responsabilità di governare la società; e governo significa concertazione con i territori.

Ma è anche il cosiddetto “modello Marche” ad essere messo in discussione, questa strana alleanza che governa la Provincia e la Regione e che continua a combinare disastri, nonostante ormai gli elettori le abbiano voltato le spalle. Il disagio sociale sta diventando nelle Marche insopportabile, e questo nuovo assetto sanitario lo farebbe crescere ancora; la protesta dilaga a tutti i livelli, come dimostrano le altissime ed anomale percentuali ottenute in tutta la regione dal MoVimento 5 Stelle. E i vertici regionali, gli Assessori, invece di riflettere, analizzare, cambiare strada, o magari dimettersi, tirano dritti senza capire, e cantando sul ponte del Titanic.

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

Direttivo Recanati

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