UN TAVOLO VERSO L’INFINITO

È di certo da annoverarsi tra i personaggi tipici recanatesi Tonino Menghini. La sua è una simpatia fatta di battute, impastata di fisicità bonaria. Lui, che di impasti s’intende, sforna a regola d’arte pizze dai mille gusti. Un’arte che ha ereditato dal padre Bruno, trasmessa con la sapienza antica per il buon cibo e la genuinità dei sapori di casa.

Tonino, “Tony” per gli amici, lavora con i genitori, sorella e cognato nel ristorante che guarda l’infinito, colorato di un assaggio d’estate. Due ravioli alla leopardiana, un arrosto a scotta-dito e, per finire in dolcezza, una leccornia preparata da Nicola, pasticciere per passione.

Toni ci intrattiene, come fossimo di casa, con i suoi modi ameni. Qualche battuta piccante sui politici di turno ci sta bene e, tra una risata e l’altra, non esita a tirar su i pantaloni della tuta, sul girovita generoso e ad aggiustarsi il cappello con visiera, che gli conferisce la giusta aria di “pizzarolo” consumato.

I tavoli all’aperto sono già allestiti e aspettano il caldo e i turisti e, a quel punto, l’orizzonte verso le montagne sarà di tutti coloro che, insieme con l’ottima proposta culinaria, scopriranno uno degli angoli più suggestivi di Recanati.
Gioco forza evocare il Poeta di casa nostra che inviteremmo volentieri a sedersi a tavola con noi.

Ci piacerebbe gustare insieme un bocconcino e brindare alla sua salute ritrovata. Toni gli passerebbe accanto e gli darebbe una pacca amichevole sulle spalle, strappandogli un sorriso. Le tristezze della solitudine si scioglierebbero verso un infinito più azzurro e trasparente che la siepe non riuscirebbe più a nascondere.

Luciana Interlenghi


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