Un fiume di accuse verso la Samb, va giu’ dura la Recanatese che scrive al presidente della LND Tavecchio

“Hanno giustiziato la Recanatese, è una vera vergogna”. I fatti accaduti al “Nicola Tubaldi” hanno mandato su tutte le furie anche il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, presente sugli spalti per assistere all’ultima di campionato dei giallo rossi contro la Sambenedettese. “E’ successo qualcosa di incredibile, gran tifo, tutto tranquillo e poi ci si mette di mezzo l’arbitro che ha pilotato la partita dal primo all’ultimo minuto” continua il primo cittadino al quale non è andata giu’ una retrocessione che sino all’ottavo minuto di recupero poteva essere evitata attraverso i play out. L’1-1 che stava maturando avrebbe infatti consentito alla Samb di staccare il biglietto per la Lega Pro di Seconda Divisione (l’inseguitrice San Cesareo era stata bloccata in casa dal Celano), e alla Recanatese di giocarsi il tutto per tutto ai play out nella sfida con l’Isernia. Il punto andava bene ad entrambe ma nel lungo recupero il direttore di gara decide di punire con la massima punizione una presunta trattenuta di Patrizi su Pazzi, con la palla che ormai irraggiungibile, stava rotolando verso il fondo. In campo e sugli spalti si vivono momenti concitati anche perchè nel contempo giunge il finale tra San Cesareo e Celano che da il via libera ai festeggiamenti della tifoseria rosso blu. Il tam tam raggiunge anche
i ragazzi di Palladini che a quel punto sanno bene che sono ufficialmente tra i professionisti, indipendentemente dal risultato del “Tubaldi”. Sulle tribune i sostenitori giallo – rossi piu’ ottimisti confidano in un atto di amicizia della Samb, i piu’ pessimisti scuotono la testa. Passano ancora lunghi istanti e Pazzi si presenta sul dischetto, realizzando con estrema freddezza battendo l’incolpevole Paniccià. A quel punto gli animi si accendono e l’arbitro stenta a mantenere l’ordine mandando tutti negli spogliatoi. In campo entrano anche le forze dell’ordine per prevenire eventuali scontri tra giocatori mentre sugli spalti il tifo rosso blu si contrappone all’angoscia di quello giallo – rosso. La dirigenza giallo rossa preannuncia il reclamo per i minuti di recupero non rispettati e per un atteggiamento troppo amichevole tra la giacchetta nera e alcuni uomini della Samb come scritto nella lettera che il presidente Sandrino Bertini ha inviato al presidente della LND Carlo Tavecchio. “Prima dell’inizio della gara due nostri dirigenti, Angelo Camilletti (vicepresidente) e Marco Cipolletta (vicepresidente) – si legge nella lettera – notavano all’interno degli spogliatoi, più precisamente nel corridoio che porta verso lo spogliatoio della squadra ospite, il Dott. Giulio Spadoni, direttore generale della Sambenedettese, salutare in maniera molto confidenziale l’arbitro della gara, dandogli anche appuntamento a dopo la partita. Gli stessi non si erano accorti della nostra presenza,dato che eravamo all’interno della sala medica adiacente agli spogliatoi, e che si affaccia sul suddetto corridoio. Inoltre, durante i minuti finali della partita, l’arbitro si rivolgeva ai giocatori chiedendo insistentemente se gli stessi fossero a conoscenza del risultato della partita San Cesareo-Celano. La confidenzialità iniziale, tra l’arbitro e il d.g. della Sambenedettese, e la continua richiesta del risultato del San Cesareo potevano sembrare curiosità e consapevolezza dell’importanza della partita, invece, nei minuti di recupero, l’arbitro fischiava sorprendentemente un rigore che neanche le telecamere della Rai sono riuscite ad individuare e, nel caos generale, espelleva il nostro giocatore Luca Patrizi per doppia ammonizione, quando lo stesso in realtà non era stato precedentemente sanzionato. Nel frattempo alcuni tifosi della Sambenedettese, venuti a conoscenza del risultato di San Cesareo, invadevano il campo prima ancora che fosse battuto il calcio di rigore che l’arbitro faceva battere comunque, nonostante la presenza in campo dei tifosi e subito dopo fischiava la fine della gara, senza aver atteso tutti i minuti di recupero assegnati. Per tutto quanto sopra esposto, ci riserviamo di fornire tutte le prove e le documentazioni a sostegno della nostra tesi, comprese le immagini televisive”.
Ma ormai la frittata è fatta. La Recanatese saluta la serie D ma la retrocessione lascia tanto amaro in bocca. L’ultimo atto contro la Samb è infatti lo specchio di una stagione iniziata male e finita peggio, contrassegnata da tanti infortuni e da una dea bendata che non ha mai baciato i ragazzi di Baldarelli prima ed Omiccioli poi. Gridano vendetta i tanti gol subiti in pieno recupero che numeri alla mano hanno privato i leopardiani di almeno dieci punti, così come lasciano il segno altre situazioni a dir poco dubbie che hanno contrassegnato il cammino di Patrizi e compagni sino all’ultima giornata. Anche ieri poteva starci infatti un rigore per una uscita del portiere Barbetta sull’under Palmieri, ma l’arbitro e i suoi assistenti hanno lasciato correre per poi vedere la fantomatica trattenuta in piena zona Cesarini. Un ultimo atto di un campionato che i ragazzi, la dirigenza e i tifosi ricorderanno a lungo come il piu’ disgraziato della storia.

 

 

Mauro Nardi

 

 

ECCO LA LETTERA

U.S.D. RECANATESE
matr. F.I.G.C. 41680
Spett.le
FIGC LND
Presidente Dott. Carlo Tavecchio
Illustrissimo Presidente,
io sottoscritto Bertini Sandrino Presidente e Legale Rappresentante dell’USD Recanatese con la presente sono a segnalarle fatti incresciosi notati prima della gara odierna Recanatese – Sambenedettese.
Prima dell’inizio della gara due nostri dirigenti che firmano in calce la presente: Sig. Angelo Caminetti (Vide Presidente) e Sig. Cipolletta Marco (Vice Presidente) notavano, all’interno degli spogliatoi, più precisamente nel corridoio che porta verso lo spogliatoio della squadra ospite, il Dott. Spadoni, Direttore Generale della Sambenedettese, salutare in maniera molto confidenziale l’arbitro della gara dandogli anche appuntamento a dopo la partita.
Gli stessi non si erano accorti della nostra presenza dato che eravamo all’interno della sala medica adiacente agli spogliatoi e che si affaccia sul suddetto corridoio.
Inoltre, durante i minuti finali della partita, l’arbitro si rivolgeva ai giocatori, chiedendo insistentemente se gli stessi fossero a conoscenza del risultato della partita San Cesareo – Celano.
La confidenzialità iniziale tra l’arbitro ed il D.G. della Sambenedettese e la continua richiesta del risultato del San Cesareo potevano sembrare curiosità e consapevolezza dell’importanza della partita. Invece, nei minuti di recupero, l’arbitro fischiava sorprendentemente un rigore che neanche le telecamere della RAI sono riuscite ad individuare e, nel caos generale espelleva il nostro giocatore Patrizi Luca per doppia ammonizione quando lo stesso, in realtà non era stato precedentemente sanzionato.    .
Nel frattempo, alcuni tifosi della Sambenedettese, venuti a conoscenza del risultato finale di San Cesareo invadevano il campo prima ancora che fosse battuto il calcio di rigore che l’arbitro faceva battere comunque nonostante la presenza in campo dei tifosi e subito dopo fischiava la fine della gara senza aver atteso tutti i minuti di recupero assegnati.
Per tutto quanto sopra esposto ci riserviamo di fornire tutte le prove e le documentazioni a sostegno della nostra tesi comprese le immagini televisive.

Letto, confermato e sottoscritto: Angelo Carnilletti – Vice Pres
Letto, confermato e sottoscritto: Marco Cipolletta – Vice Presi
Cordialmente,
Recanati, 05/05/2013
UNIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA RECANATESE

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