Onda anomala a Palazzo: crisi o opportunità?

Il Movimento Cinque Stelle non fa alleanze, non partecipa a coalizioni, ma di volta in volta dà il suo unico voto in consiglio in base ai contenuti delle proposte e delle decisioni. Può capitare quindi che a volte voti a favore della maggioranza, a volte contro, senza posizioni preconcette.
Fra le cose fatte, ricordiamo il blocco al progetto dell’ennesimo centro commerciale nell’area archeologica di S. Maria di Potenza, e la bocciatura della variante del piano urbanistico con cui la passata amministrazione voleva autorizzare la costruzione di un grande albergo e di 40/80 villette nella zona agricola, archeologica e a rischio idrogeologico del Burchio. Abbiamo svolto varie azioni di controllo e proposta regolarmente protocollate negli atti comunali. Per l’edilizia scolastica abbiamo messo in luce la mancanza di progetti dell’attuale amministrazione. Abbiamo fatto una proposta per una gestione premiante dei rifiuti, e per una più attenta verifica dell’illuminazione pubblica.  
Nella pratica l'attuale maggioranza ha fatto poco. Le turbolenze che hanno impastoiato il funzionamento della macchina comunale sono la prova che un gruppo troppo allargato, come provenienza e fede, costituito più per battere l’avversario che per sviluppare una propria visione politica e amministrativa, è andato in affanno già da subito, di fronte alle prime difficoltà, non condividendo al proprio interno scelte che poi dovevano essere i capisaldi della politica cittadina.
Hanno messo mano a regolamenti in maniera da dettare legge, hanno istituito consulte in ogni dove, ma la città è tuttora tenuta sotto tiro dalla speculazione edilizia, il turismo non riparte in mancanza di piani di ampio respiro, l’assetto territoriale va rivisto, non si sa bene che cosa fare con l’erosione delle coste, per non parlare dei problemi sociali e della sicurezza.
In campagna elettorale la coalizione vincente copiò punti chiave del nostro programma, dalla certificazione Emas alla rigenerazione urbana con blocco di nuove cementificazioni, fino alla rivalutazione culturale della città…
Poeta è stato perfino criticato per aver votato a favore di delibere, che però erano identiche alle nostre idee e ai progetti che presentammo in campagna elettorale! Saremmo stati ben contenti se avessero realizzato cose su cui eravamo d’accordo a prescindere dagli schieramenti politici, e invece?
Abbiamo dovuto segnalare noi che la ex scuola Diaz aveva perso la sua vera identità e a breve sarebbe stata trasformata in commerciale-residenziale, e ora la sua destinazione culturale è salva.
In conclusione, ci troviamo di fronte ad una politica cittadina improvvisata che non è a disposizione del paese ma che anzi, si aspetta che sia il paese a sua disposizione e si dilunga in diatribe interne.
Ci si domanda: Chi è che pensa alla città?
Gli elettori avrebbero compiuto questa scelta, se avessero potuto vedere in anticipo il film di ciò che sta succedendo?
Ammesso che i recenti accadimenti non siano una normale mareggiata, ma un’onda anomala, questa può essere l’inizio di una crisi, o una leva di opportunità per fare finalmente l’interesse dei cittadini?

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