Intervista a Pietro Ballo

Recanati 24/4/2015. A parlare di Beniamino Gigli il grande tenore Pietro Ballo, non nasconde la propria commozione. “La canzone “Mamma” è una magia che entra dentro il cuore perché Gigli aveva un animo gentile.” Ancora riesce a sentirlo vicino quasi come una figura paterna. Palermitano di nascita e cittadino onorario di Recanati, è stato il primo artista a ricevere il “Gigli d’oro” per la sua prestigiosa carriera. Si concede all’intervista con naturalezza e spontaneità ma dai suoi racconti s’intuisce un carattere decisamente fiero, sicuro e schietto. Volontà di ferro e grande sensibilità lo hanno portato ad essere il grande personaggio che è oggi. Parla della sua carriera fin dall’inizio quando scolpiva il marmo nel laboratorio del padre, e del suo desiderio di entrare nel corpo dei carabinieri. Più volte la sua domanda non fu presa in considerazione ma dopo un po’ di tempo finalmente ricevette la benemerenza dal Ministero della Difesa ed ora è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale. Dopotutto fedeltà e fiducia per Pietro Ballo sono priorità indiscutibili. Ricorda il suo incontro con Luciano Pavarotti in stazione a Pesaro quel tragico 2 agosto del 1980, mentre aspettava la moglie che viaggiava sul treno di passaggio a Bologna. Ricorda i suoi maestri, il grande soprano Gina Cigna e soprattutto il tenore Fernando Bandera di cui racconta il ritiro dalle scene. Costretto anche lui a ritirarsi per un grave problema alle corde vocali affronterà un percorso di riabilitazione, tra depressione e cure inefficaci, per niente facile. Ma Pietro Ballo è nato per essere tenore e nient’altro. E’ nato per vincere e così è stato. Ha vinto nella sua carriera, ha vinto la malattia e vincerà ancora.

Buon ascolto!

 

Nicla Cingolani

 

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