Sul falso manoscritto de L’Infinito di Leopardi parla il conte Vanni

“Che dire? Avevo ragione io quando all’inizio di questa vicenda aveva frenato un po’ gli entusiasmi per questo presunto, ennesimo  manoscritto di Giacomo ritrovato a Cingoli.” A parlare è il conte Vanni Leopardi, discendente della nobile famiglia recanatese, che ricorda come un tempo fosse cosa normale fare copie dell’originale, conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli, del celebre idillio da regalare ad amici o personalità. “Ogni copia, però, ricorda ancora il conte Vanni, veniva scrupolosamente catalogata con data, nome di chi avesse redatto la copia e a chi veniva regalata e per quale occasione.” Abbiamo raggiunto telefonicamente il conte Vanni a Chiavari dove è fra gli ospiti del Festival della Parola che ha come ospite d’onore proprio Giacomo Leopardi. Ieri è stato proiettato il video “Vittorio Gassman a Recanati legge A Silvia di Leopardi” e il conte Vanni e il prof. Lucio Villari, ordinario di Storia Contemporanea all’Università Roma Tre, hanno tracciato agli studenti delle scuole superiori il ritratto del grande poeta e intellettuale di Recanati. Questa mattina sarà la volta di Mario Martone e del suo film, “Il giovane favoloso”, in attesa del responso della 59esima edizione del premio David di Donatello, mentre nel pomeriggio, alle ore 18, Fabiana Cacciapuoti, leopardista, presenterà il volume “Zibaldone di Pensieri – Giacomo Leopardi. Nuova edizione tematica condotta sugli indici leopardiani” edito da Donzelli. Infine, di gusto più popolare, il flashmob letterario “Playing Leopardi”: un grande gioco collettivo di piazza, previsto per domani alle ore 16, per avvicinarsi al Poeta attraverso i versi delle sue poesie che saranno recitate a memoria dai partecipanti.

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