Un obolo per gli amministratori degli Ircer. Sarebbe la prima volta nella storia dell’Ente

la Fondazione Ircer si prepara ad una svolta epocale nella sua secolare tradizione di ente retto da amministratori che non hanno mai percepito neppure un semplice gettone di presenza per la loro attività da quando l’ente è nato, diversi secoli fa. E’ ufficiale, infatti, e lo conferma lo stesso presidente Alfredo Moretti, che si sta valutando seriamente come riconoscere ai consiglieri della Fondazione un obolo, seppur simbolico. Il fatto è curioso perché mentre si chiede alla politica di ridursi i compensi, a Recanati non solo non si è operato mai in questa direzione ma addirittura si sta studiando come introdurne dei nuovi. “Oggi il cda dell’ente, prova Moretti a dare una giustificazione, si sobbarca quasi per intero tutta la gestione della Fondazione e in questi ultimi anni le cose sono molto cambiate: si parla di consigli di amministrazione con 22/23 punti all’ordine del giorno. Non riconoscere neanche, con un gesto simbolico, un gettone di presenza non mi sembra giusto.”  Ma guai a  parlare, per Moretti, di remunerazione. “ Qui, tutt’al più, si parla di qualche decina di euro. E’ come il famoso caffè che una volta ci offrivano a noi medici quando andavamo a fare una visita di notte.” Ma di problemi la Fondazione  ne ha da affrontare ultimamente e di seri come la richiesta di risarcimento danni avanzata da Mirco Patrizietti, geologo, che ha lamentato come una sua perizia, datata 1998, senza che lui ne sapesse nulla, sia stata infilata negli elaborati tecnici che gli Ircer, insieme a privati e al Comune, hanno elaborato per il recupero della scuola Gigli chiusa dal 2009. Una cosa di inaudita gravità tanto più che quel progetto è stato presentato nel marzo scorso in Regione per ottenere un finanziamento di un milione di euro mentre i rimanenti 2.600.000, necessari per la ristrutturazione della scuola, se li sarebbe dovuti accollare l’Ente di assistenza che in città gestisce diverse strutture residenziali per anziani e non autosufficienti. Moretti  rivela per la prima volta che nel cda si è discusso  molto del progetto, approvato quasi all’unanimità, ma che l’unica preoccupazione della Fondazione era rivolta principalmente nel chiedere “se la fattibilità del progetto era vera e concreta e di valutare i possibili rischi dell’operazione” confessando che non si è posta “particolare attenzione alla perizia geologica.” Caso, quello della scuola, che ha generato forti attriti tanto che il presidente della Fondazione Moretti è arrivato anche a minacciare di querela il consigliere comunale di minoranza Simone Giaconi. “Su Giaconi la mia è stata una reazione a caldo. Apprezzo moltissimo la lettera che il consigliere mi ha indirizzato perché ci vedo degli spunti di collaborazione importante.” Pace fatta, quindi, per ora.

 

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