Il crack di Banca Marche e l’inquinamento da polveri sottili di Santa Maria in Potenza

di Giorgio Giannaccini

Continua la serie di iniziative culturali promosse dall'UPP con la seconda conferenza che si è tenuta ieri sera alla Sala Biagetti del Castello Svevo e che ha avuto come tema, prima il crack di Banca Marche, e poi l'inquinamento da solventi con particolare riferimento al quartiere portorecanatese di Santa Maria in Potenza. A fornire una propria analisi tecnica sul perché si sia arrivati a questo dissesto economico è il Dott. Carlo Capodaglio, ex segretario generale di Banca Marche, che ha visto proprio all'interno l'evolversi di questo tragico fenomeno fino al tanto famoso e definitivo crack. Più caustica è invece la disanima del giornalista Marco Ricci, che ha definito il crollo di Banca Marche come “il più grande disastro bancario delle Marche con 4 miliardi di euro andati in fumo”. Aggiunge, inoltre, che “il disastro di Banca Marche è lo specchio della società e della propria classe dirigente. E le Marche, ora come ora, sono una regione più simile al meridione che al nord d'Italia”. Finendo il proprio intervento con un'accusa ben forte: “Non è vero che la Banca D'Italia non si è accorta che qualcosa non andasse bene, semplicemente ha fatto finta di nulla, ed ecco dove siamo arrivati”. La parola poi si sposta sull'inquinamento da polvere sottili, e a inaugurare questo tema è il presidente di Legambiente, Francesca Pulcini: “Il problema della qualità dell'aria ha riguardato anche il quartiere di Castennou – esordisce – che ha aderito al progetto di “Mal'aria”. Eppure per risolvere il problema dell'inquinamento dell'aria sarebbe giusto usare di meno la propria auto e incentivare le piste ciclabili per il bene della qualità dell'aria, così come allo stesso modo si dovrebbe rinforzare la linea ferroviaria del litorale marchigiano che è diventato quasi una sorta di grande metropoli marittima”. Arriva poi il turno del perito chimico Stefano Virgulti, responsabile settore ambiente del Centro assistenza ecologica di Ancona: “Posso dire, leggendo la relazione dell'Arpam sul quartiere di Santa Maria in Potenza, che risulta la presenza di sostanze organiche create da attività umana e solventi, ma non si evidenzia una forte criticità anche se andrebbe approfondita. Nel caso specifico – continua Virgulti – ci sono solventi di uso comune che possono essere abbattuti e quindi renderli non più presenti nell'aria. Basterebbe una migliore gestione di queste attività e non ci sarebbero nemmeno grandi costi”. Asserendo, poi, in modo conclusivo: “Insomma, non sono problemi particolari per risolvere la questione”. L'ultimo ospite è invece Stefano De Luca, medico pneumologo dell'ospedale di Osimo. “Prima del problema dell'inquinamento da polveri sottili, l'importante è non fumare e non far fumare per la salute dei polmoni – ha più volte ribadito -. Voglio ricordare che in Italia muoiono all'anno 90.000 persone per il fumo e 340.000 negli Stati Uniti”. In conclusione dell'incontro, la palla passa a Lorenzo Riccetti dell'UPP che sposta il tutto su una questione a sorpresa: “Dieci giorni fa è stato depositato il piano di mobilità urbana in Comune, ma nessuno ne parla, compresi i giornali. Crediamo che questi investimenti della collettività non dovrebbero andare sprecati. Comunque – dice concludendo la serata – abbiamo finito la campagna di tesseramento dell'UPP, con ben 116 tessere fatte dalla nostra associazione”.

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