Il quartiere Montarice devastato da una serie di furti

 Pubblico lo scritto pervenutomi dalla signora Laura , residente del quartiere Montarice.

Il grido di allarme che Laura porta all'attenzione della cittadinanza e delle istituzioni è di quelli che non possono essere sottovalutati.

E a leggerlo si percepisce la sensazione di impotenza del cittadino al cospetto di un fenomeno delinquenziale sempre più dilagante e pericoloso.

 

 

Gentile Redazione, vorrei ringraziarvi innanzitutto per l’informazione ed il servizio che date alla nostra cittadinanza. Mi rivolgo a voi, quindi, per segnalarvi quanto non ho ritrovato nei giornali (o forse oggi ne uscirà notizia). Nella notte di martedi scorso (ieri notte), il quartiere Montarice è stato devastato da furti a catena che hanno interessato 7 famiglie, tra cui la mia. A cominciare dalla zona ex-Burchio, per intenderci, sono entrati nelle abitazioani. Erano tre malviventi, vestiti di nero. Nella prima casa colpita, infatti, un signore si è accorto e gli è corso dietro, individuando le tre figure di nero vestite. Si sono poi diretti in altre due case, tra cui la mia, passando per una terza (qui infatti abbiamo rinvenuto orme sospette la mattina seguente). La dinamica è stata la stessa ovunque. Sono entrati, probabilmente hanno narcotizzato i presenti (nella mia casa, nell’appartamento superiore, dormivano i miei genitori che non hanno sentito nulla). Sono entrati in TUTTE le stanze, incluse quelle da letto, aprendo cassetti, rubando oro e contanti principalmente. A mio padre è stato rubato anche un cellulare. Hanno provato a scassinare la mia porta ingresso ma, allo scattare dell’allarme, si sono allontanati. Io ho avuto l’impressione che si fossero nascosti sotto la scarpata di nostra proprietà ricoperta di alberi e rovi perché ho sentito qualcosa muoversi. Da lì hanno raggiunto (probabilmente via campo) un’altra casa in fondo alla Costa dei Mandorli (nella strada a destra) e ripetuto la stessa dinamica, pulendosi prima le scarpe sporche di fango. Poi più avanti ancora dove hanno rubato un’auto. Il tutto tra la una di notte e le 3.30 circa. In realtà, parlando tra vicini, ci siamo accorti che nella giornata di sabato un furgoncino con a bordo due persone (uomo-donna) ha visitato diverse case nella zona (tra cui una dove hanno effettuato poi il furto) chiedendo del ferro vecchio. Inoltre lo stesso furgoncino ha percorso la stradina agricola posta proprio tra sotto la mia casa e la vigna. Lo abbiamo notato perché si era impantanato nel fango ed abbiamo poi rinvenuto le tracce. In ultimo avevamo notato anche un drappo rosso posto proprio nella stradina laterale che porta ad una casa (vicino ai cassonetti) che appunto è stata svaligiata. AL momento ci è sembrato strano, sembrava una giacca rossa, ma abbiamo pensato fosse di qualcuno che magari l’aveva persa camminando (visto che questa strada è spesso percorsa da camminatori podisti). Col senno di poi abbiamo ricollegato questi segnali ricollegandoli al fatto. La sottoscritta ha chiamato i carabinieri alle 2.45 am i quali sono prontamente venuti e ci hanno informati dell’altro furto avvenuto alle 13.30 nell’altra casa di cui sopra. Nella casa (sotto alla nostra) hanno anche mangiato. Mi hanno spiegato che questo è abbastanza tipico perché la legge italiana in qualche modo “protegge” chi ruba per fame. Ora mi chiedo: cosa facciamo? La soluzione è quella che ci hanno prospettato ossia di trincerarci con inferriate e sistemi antifurto? Il danno dopo la beffa. Oltre che derubati dobbiamo anche spendere altri soldi per proteggerci (o sperare di farlo)?. Ma dei soldi che versiamo come contributi e che dovrebbero assicurare la sicurezza pubblica perché non ne vediamo effetto? Allora potrebbero restituirceli e facciamo sicurezza da soli. Ottima la prontezza dei Carabinieri ma ho l’impressione che anche loro abbiano “le mani legate” e che, finché non avviene un reato più grave (magari omicidio?) non si prodighino abbastanza in indagini ed inseguimenti perché sanno che poi, la giustizia (o ingiustizia) è dalla parte dei delinquenti. Loro sono Carabinieri ma sono persone ed hanno famiglia. Ovvio che proteggano in primis se stessi e le loro vite, perché mettere a repentaglio magari inseguendo e colpendo chi, poi, ha fior fiori di avvocati dietro pronti a difenderlo. Siamo tutti vittime, ad eccezione dei delinquenti, di uno stato che non funziona. O forse viviamo in un Stato di delinquenti? Paghiamo politici che, invece di migliorare la vita dei loro cittadini, pensano solo a “rubare” i loro stipendi o quanto deriva dai loro privilegi. Cosa dobbiamo fare? Un furto è violenza. Noi siamo stati fortunati perché i “signori delinquenti” non hanno usato violenza ma comunque, oltre ad avere rubato i pochi averi che una famiglia media italiana sempre meno possiede, hanno causato una grande violenza psicologica sulle persone che ne hanno subito il torto. Nessuno di noi ha dormito questa notte e forse le prossime future. Viviamo in uno stato di terrore. Ma non è finita qui. Solo 25 gg fa, in un pomeriggio qualunque, altri delinquenti, sono entrati nella casa di altri miei vicini. Questi erano usciti e avevano azionato l’allarme. I malviventi, nonostante l’allarme, sono comunque entrati e saliti ai piani superiori rompendo l’infisso e rubando qualche quisquiglia. Mia mamma, sentito l’allarme, si è avvicinata e probabilmente li ha messi in fuga. Forse questi avevano anche approfittato per studiare le nostre case e capito che non esiste confine, quindi la scorsa notte, sono proprio ripassati dalla casa del vicino per raggiungere la nostra. E’ un continuo. Il Quartiere Montarice vive nella paura. Ho scritto di fretta e di getto, spero che vogliate prendere quanto di utile e necessario per divulgare questa notizia di cui, sicuramente, anche i Carabinieri sapranno darvi maggiori indicazioni. Vorrei che, cominciando dall’informazione, si possa prevenire (utopia?) o almeno prendere conoscenza e consapevolezza di una situazione che sta drasticamente peggiorando. Non ho soluzioni ma credo sia fondamentale restituire ordine pubblico e sicurezza, come bene primario per una comunità. Il resto viene dopo. Grazie mille. 

 

Laura

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