Studenti in piazza contro la “buona scuola

Quello che non vogliono: "La scuola che non vogliamo aumenta la disparità: incentiva gli investimenti di privati e industrie direttamente sul territorio, amplia il divario già esistente fra nord e sud Italia.

La scuola che non vogliamo finanzia gli istituti paritari e continua coi tagli all'istruzione pubblica. La scuola che non vogliamo è mediocre, è rigida, è retta da un dirigente scolastico-manager.

La scuola che non vogliamo è dei 'campioni dell'alternanza', delle multinazionali, dello sfruttamento; appartiene al mercato liquido e precario e al lavoro disumanizzante.

La scuola che non vogliamo è pericolosa e fatiscente.  

 La scuola che non vogliamo è la Buona Scuola.

Quello che chiedono:

Una legge sul diritto allo studio;

Un piano per l'edilizia scolastica;

Più spazi espressivi: aula autogestita e bacheca studentesca;

Maggiore considerazione in quanto studenti;

Di essere formati primariamente come persone e cittadini.

foto cronachemaceratesi

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