Il triste girovagare di Silvano e Costanza dopo il terremoto

Hanno visto crollare la loro casa mentre scappavano via dal terrazzo. src=http://www.radioerre.net/notizie/images/casa

Silvano Bucciarelli, 80 anni, e sua moglie Costanza Ichim, una coppia di coniugi sposata da 11 anni, risiedevano sino al 26 ottobre a Pievebovigliana. Ora vivono, da qualche settimana, in una cameretta della casa di riposo degli Ircer di Recanati ma vorrebbero trovare un po’ di tranquillità ed essere sicuri di non essere ancora trasportati in giro come dei pacchi postali anche perché, oltre all’angoscia di aver perso tutto, lui, Silvano, ha anche seri problemi di salute ed è costretto a girare con un catetere addosso dopo l’operazione allo stomaco di due anni fa quando i medici gli hanno asportato un carcinoma.

Il loro girovagare ha inizio proprio quella sera del 26 ottobre. “Ero al bagno, racconta la signora Costanza, rumena, quando c’è stata la violenta scossa. Ci siamo salvati scappando dalla terrazza portando con noi solo gli indumenti che avevamo addosso. A Pievebovigliana non c’era un posto dove andare quella notte.” Alla fine li hanno sistemati, insieme ad altri 40 sfollati, in una struttura sportiva, a dormire sopra una brandina. “Il giorno dopo ci hanno trasferito all’ospedale di Camerino in una stanza del pronto soccorso. Il giorno dopo ancora siamo ritornati a Pievebogliana, sempre alla stanza sportiva, perché non era possibile occupare un letto di ospedale. Quindi siamo stati trasportati all’ospedale di Recanati. Qui abbiamo occupato una cameretta. Ma dopo due giorni, in seguito alla scossa del 30 ottobre, ci hanno detto che non era possibile trattenerci in ospedale perché quella camera poteva servire per le persone ammalate, così ci hanno condotto alla casa di riposo, dove a tutt’oggi ci troviamo.”

Ma la storia non finisce qui perché hanno appreso che devono tenersi pronti a fare di nuovo le valigie perché la loro prossima destinazione sarà un villaggio di Porto Sant’Elpidio. “Non è che ci teniamo tanto a rimanere qui a Recanati, anzi a Porto Sant’Elpidio abbiamo altri nostri compaesani, confessa la signora Costanza, ma non possiamo essere trasportati come pacchi da un luogo all’altro senza avere una sicurezza e vivere tranquilli. Tanto più che Silvano ha 80 anni, ed è malato.”

L’uomo, mingherlino (anche quando era un giovanotto non ha mai pesato più di 65 kg.), suscita tenerezza e simpatia al primo impatto. Ci racconta una storia curiosa legata proprio alla casa che era di proprietà della sua prima moglie. “Quando è morta, sapendo che molti anni prima aveva fatto testamento, ho cominciato a cercarlo per tutta casa senza riuscirci. Sono passati diversi anni quando un giorno l’ho trovato, sotto il materasso nascosto nella fodera interna.” Una storia segno di una epoca e cultura che il tempo sta cancellando come quei paesi rasi al suolo da una natura impietosa.      

 

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