Incidente sul lavoro: alla sbarra gli imputati

Aveva 23 anni nell’agosto del 2012 Ambra Berretta e lavorava nella lavanderia di famiglia in via Ceccaroni a Recanati. Stava sistemando un capo di abbigliamento sul rullo di una stiratrice quando improvvisamente la sua mano è stata agganciata e intrappolata dal mac­chinario.

Immaginabile le urla di dolore della giovane e il tentativo disperato della madre che era accanto a lei per liberarla da quella situazione: nulla da fare, sono dovuti addirittura intervenire i vigili del fuoco e il 118 per riuscire a tirar fuori quel poco che ormai restava della sua mano. L’arto era ormai bruciato e la ragazza ha perso la sua mano.

Ad essere condannati ieri dal Tribunale di Macerata per quanto accaduto sono stati i due re­sponsabili della ditta che com­mercializzava quel macchinario, Simona Massi e Tiziano Cestini, di Spinetoli e Martinsicuro, lega­li rappresentanti della società Ge­ma Mechanical Group, che produce e vende macchine per lavanderie. Per loro il giudice Claudio Bonifazi ha stabilito due mesi di arre­sto e una provvisionale imme­diatamente esecutiva di 25mila euro in favore della recanatese parte civile con l'avvocato Massimiliano Wolf.

La ragazza, che ha perso la mano, aveva chiesto un risarcimento di centomila euro per il danno subito. I due imputati, difesi dall'avvocato Lamberto Giusti, avevano chiesto l'assolu­zione, e ora comunque potranno fare l’appello.  

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