Il giallo della casetta delle scimmie del parco di Villa Colloredo Mels

Nessun ritardo nell’avvio dei lavori di ristrutturazione della vecchia “casetta delle scimmie” al piano terra del Parco di Villa Colloredo Mels a Recanati da parte della ditta concessionaria dell’attività di ristorazione in quel luogo. Il manufatto ha acquisito questo nome perché negli anni addietro il parco ospitava un minizoo e nella struttura ha abitato per lungo tempo una colonia di scimmie.

L’assessore al bilancio Bravi, sollecitato a dare una spiegazione dal consigliere Enrico Fabbraccio della lista civica “Recanati”, ha precisato che la Giunta nel febbraio 2015 aveva stabilito che la concessione al privato dell’attività di ristoro prevedesse che “il restauro dell’immobile da adibire a Chiosco Bar, fermo restando l’approvazione del progetto da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, dovrà essere completato entro dodici mesi dalla data di rilascio del permesso a costruire.” E poiché la ditta, la “Old Way” snc di Politi P. e Cingolani G., la concessione dell’area l’ha avuto per sette anni a partire dal 2015 (si concluderà nel 2022) “ad oggi, spiega Bravi, ci sono ampiamente tutti i termini perché il concessionario presenti il progetto e faccia i lavori. Non c’è quindi nessun ritardo: è ovvio che prima si realizzino i lavori meglio è per tutti.”

Una risposta che ha lasciato un po’ a bocca aperta il consigliere Fabbraccio e il suo amico di partito, l’ex assessore Nino Taddei che dice di ricordarsi bene, perché lui era presente a quella riunione di giunta, che si era concordato d’inserire un termine, il 2018, entro il quale richiedere la concessione edilizia. “Quindi le cose sono due, afferma Taddei: o io sono un bugiardo, e qualcuno lo dica ufficialmente che sono un bugiardo, o qualcuno si è dimenticato di scrivere quello che avevamo concordato. Questo significa che il privato potrebbe presentare il progetto anche nel 2022, anno in cui ha termine il contratto.”

Poi c’è l’aspetto del canone che per Taddei è troppo basso, 390 euro mensili “per un chiosco bar figuriamoci, dice, per una discoteca all’aperto come nel tempo si è trasformato quel luogo pubblico. Merito al privato che ha inventiva ed è pieno di iniziative, ma l’amministrazione comunale non può dare a quel prezzo un piano del parco. Se vuole fare una discoteca all’aperto almeno paghi qualche migliaio di euro al mese. Questo per rispetto anche delle altre attività che non hanno la possibilità di avere un luogo comunale di quella fatta a 390 euro al mese di affitto.”

Una vicenda, questa della gestione dell’area ristoro nel parco di Villa Colloredo Mels, che ha sollevato nel tempo diverse problematiche ad iniziare da quella degli orari degli intrattenimenti musicali che troppo spesso, secondo i residenti della zona, si protraggono ben oltre la mezzanotte creando non poco disturbo alla quiete pubblica.

Altra questione aperta è l’abitudine, ormai consolidata, di istituire il senso unico nella strada a fianco del parco per permettere la sosta delle auto anche se poco distante c’è il parcheggio del centro città con una capienza sufficiente e con il problema di essere generalmente poco utilizzato.

 

Nell'intervista video che Taddei ha rilasciato il 25 gennaio scorso e che pubblichiamo in questa pagina, l'ex assessore parla erroneamente di un affitto per la gestione del chiosco di Villa Colloredo di 260 euro mensili, anzichè 390. Lo stesso Taddei in un successivo incontro in radio precisa questo particolare che comunque nulla toglie alle osservazioni fatte sul basso canone di locazione.

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