Intervista a Giulia Poeta

Attrice dallo sguardo dolce e vivace insieme, una voce suadente e melodiosa, un’eleganza innata nella forma e nei modi, Giulia Poeta nel film “Un uomo una voce” del regista Giuseppe Conti dedicato a Beniamino Gigli, interpreta Ester la mamma del tenore. Figlia d’arte, suo padre è Marco Poeta il musicista recanatese conosciuto a livello europeo per essere considerato un vero fadista dai portoghesi, inizia la sua carriera in teatro dopo l’iscrizione alla scuola “Nuovi linguaggi” di Loreto, diretta da Andrea Anconetani e David Quintili. Nel frattempo collabora con il Piccolo Teatro di Milano partecipando al recital “Diari da Elvira” a cura dell’attrice-regista Laura Pasetti, con il contributo di Giulia Lazzarini e alla rappresentazione “La storia della bambola addormentata” di Giuseppina Carutti, assistente alla regia del Piccolo Teatro. E’ voce recitante nel recital di musica e poesia “L’eterno desiderio di felicità” con Marco Poeta e Carlo Delle Piane, attore feticcio di Pupi Avati, e negli spettacoli della Compagnia di Musicultura di Piero Cesanelli. A tutto questo si aggiunga una laurea in biologia marina, servita solamente per appagare la sua parte razionale, come lei stessa ha dichiarato. Nel cinema ha recitato in diversi film come nell’ultimo La leggenda di Bob Wind ispirato alla vita di Roberto Cimetta, dove interpreta un’infermiera. Ed ora nel film di Giuseppe Conti “Un uomo una voce” interpreta la parte di Ester Magnaterra, mamma del tenore Beniamino Gigli. Giulia considera quest’ultima esperienza la più importante finora poiché il personaggio, pur essendo secondario, ha un ruolo chiave tra i protagonisti. Il lavoro con il regista Conti è stato impegnativo e complicato ma di alto livello formativo. E pensare che al provino Conti non si dimostrò molto convinto. Poi, dopo due settimane, la incontrò mentre faceva spesa e qualcosa lo colpì. La richiamò immediatamente e le disse: tu dovresti interpretare la mamma di Gigli. “Ester per Beniamino è stata una figura fondamentale” dice Giulia “Credo che Beniamino in tutte le donne che ha amato ricercasse la mamma. Culturalmente indottrinata dal papà maestro, Ester è una donna tradizionalista, molto cattolica, dedicata interamente alla famiglia. E’ stata la prima insegnante di canto di Beniamino ma mai avrebbe immaginato che suo figlio sarebbe diventato una star planetaria. Nel film è contenta del figlio che abbraccia la carriera di tenore, ma anche molto impaurita, soprattutto si evince nella struggente scena dell’addio che mi ha dato tante emozioni.” Una delle riprese più complicate sostenute dall’attrice è stata quella di cantare la “ninna nanna della Formica”. In questa scena il regista ha ricostruito una camera con mobili d’epoca autentici, mai ripresa da una panoramica, solo per creare un’atmosfera suggestiva e aiutare l’attrice ad entrare meglio nelle vesti del personaggio.

Nonostante Giuseppe ci abbia dato tutti gli strumenti necessari, interpretare Ester è stato difficile. Spero di averlo fatto nel migliore dei modi.”

 

;

Lascia un commento