Villa Musone: un quartiere abbandonato dall’Amministrazione Comunale

Si sentono da anni abbandonati, come se non fossero cittadini recanatesi, eppure si sentono parte integrante delle sorti e delle vicende della città. Sono i residenti del  quartiere di Villa Musone che, se stuzzicati, ti raccontano di questo strano rapporto con l’amministrazione comunale. Un esempio? Sono in tutto 500 abitanti ma in poco tempo più della metà di loro hanno firmato la petizione contro la chiusura del punto di emergenza dell’ospedale Santa Lucia. Cioè quasi tutti, se si escludono i minori.

Il presidente del circolo di quartiere, Mario Lombardozzi, non le manda certo a dire. Anzi, ha proprio il dente avvelenato perché, ci dice, “non si trattano così dei cittadini che hanno dato e continuano a dare il proprio contributo per tenere in piedi una struttura aggregativa senza ricevere da anni neppure un euro o vedere un operaio per la manutenzione della struttura e del verde. Sino ad oggi ci abbiamo pensato noi autotassandoci”.

I soci del circolo, che sono una sessantina, hanno sborsato chi 50, chi 100 euro per mettere a posto il tetto della sede del circolo di quartiere e per realizzare la copertura in legno all’aperto per le giornate di primavera ed estate. “Mesi fa, dice sempre Lombardozzi, il vento  ha scoperchiato il tetto del circolo. Il Comune ci aveva promesso che sarebbe a breve intervenuto lui per la sua riparazione. Ma è passato tanto di quel tempo che alla fine ci siamo decisi di fare i lavori per conto nostro. Siamo sempre stati noi, d’altra parte, a riparare il tetto dal quale pioveva sulla stanza dedicata all’allestimento delle feste (paghiamo persino l’assicurazione per i bambini quando ci fanno le feste di compleanno), come a nostre spese abbiamo attrezzato e curato l’area dei giochi davanti al circolo e l’area del calcetto. Il Comune non ci ha dato mai niente,  neanche ci ha ringraziato. Poi c’è l’incomprensibile abbandono dell’area verde del campetto confinante con l’area giochi, recintata, chiusa da circa tre anni e mai curata. L’erba è incolta e ci sono tanti animali. C’è un lucchetto che impedisce ai bambini di andare a giocare lì. Se almeno il passaggio fosse stato lasciato aperto, l’avremmo pulita noi.”

Lombardozzi segnala, infine, anche la presenza di piante, a fianco del campo del calcetto, che si presentano vecchie e fradice e andrebbero curate e, se è il caso, abbattute o almeno potate perché costituiscono con il tempo un pericolo per la pubblica incolumità.

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