Visita guidata alle sepolture storiche nel civico cimitero

Con la visita guidata alle sepolture storiche del cimitero di Recanati ieri pomeriggio si è concluso il corso annuale “Storie e Personaggi recanatesi” dell’Università di Istruzione Permanente “Don  Giovanni Simonetti” a cura del dott. Sergio Beccacece. L’idea di ripercorrere la storia dei personaggi recanatesi visitando le tombe, è nata da un’intuizione di Beccacece, con la collaborazione di Nikla Cingolani, dopo aver manifestato più volte, anche attraverso vari articoli apparsi sui giornali e dichiarazioni a Radioerre, il proprio dispiacere per lo stato d’abbandono in cui versano alcuni monumenti.  All’appuntamento previsto alle 16.30 davanti alla chiesa di Santa Maria in Varano, erano presenti la prof.ssa Aurora Mogetta, rettore della suddetta Università, e Pierluca Trucchia presidente dell’Associazione Beniamino Gigli, con un gruppo di persone molto interessate, tra cui la prof.ssa Antonella Maggini, Franco Dionisi e Giovanni Borsella che hanno partecipato attivamente portando il loro contributo conoscitivo. Il percorso è iniziato davanti al sarcofago del medico Mariano Luigi Patrizi, successore del Lombroso alla cattedra di Antropologia Criminale a Torino. Insegnò fisiologia in diversi atenei e scrisse, fra l'altro, un Saggio psicoantropologico su Giacomo Leopardi e la sua famiglia (1898). Si è poi passati alla tomba di Giovanni Cantoni di Fusignano, un chirurgo primario “operoso in Recanati” e a quella della benefattrice Dolores Carancini, contessa per via della parentela con la nobile Vittoria Lazzarini Bocci di Macerata; poi la Cappella Corsetti con la lapide del patriota garibaldino Eugenio Gatti Corsetti, promotore dell'Unità d'Italia per il nostro territorio. Egli fu marito di Pia, sorella della famosa poetessa Alinda Bonacci Brunamonti, la cui famiglia (il padre Gratiliano, la mamma Teresa, la sorella Marianna e lo zio don Fausto) è sepolta nella tomba vicino ai Corsetti, la peggiore di tutte quelle visitate per ciò che riguarda la conservazione. Evidenti e preoccupanti crolli rivelano lo stato degradante e pietoso in cui versa questo storico monumento funebre, ripetutamente segnalato dal dott. Beccacece. Altre tombe importanti sono quelle del medico Giovanni Falleroni, politico e patriota che raggiunse Garibaldi durante la spedizione dei Mille; dopo l'Unità fece politica nello schieramento repubblicano. Eletto alla Camera dei deputati, rifiutò di prestare il giuramento, contro quanto l'art. 49 dello Statuto Albertino; da qui si arriva davanti alla sontuosa piramide, oggi finalmente restaurata all’esterno, dove riposa il nostro grande tenore Beniamino Gigli. Pierluca Trucchia ha letto una lettera della figlia Rina scritta negli anni ‘80 dove già si lamentava dello stato della tomba. Si è data inoltre una lettura dei simboli sul portale e di come la piramide rappresenti non solo la tomba di un re, in questo caso della lirica, ma anche scenario ideale riferito alle opere che furono da lui interpretate. Il chiostro quattrocentesco di Santa Maria in Varano con il ciclo d’affreschi, alcuni ancora leggibili, dedicati agli episodi della vita di San Giacomo della Marca accoglie altre tombe storiche come quella del sacerdote giurista Padre Clemente Benedettucci bibliografo, scrittore molto apprezzato di storia e di critica letteraria, soprattutto di critica leopardiana, che ha lasciato alla città la sua preziosa raccolta di libri e manoscritti creando un patrimonio unico, costituito dall’omonima Biblioteca. Un omaggio all’anarchico garibaldino e patriota Francesco Pascucci, fondatore della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Recanati e suo primo presidente, la cui tomba è stata restaurata nel 2014 in occasione del 150° anno della fondazione.

Si giunge alla lapide dei profughi friuliani e veneti arrivati a Recanati dopo la sconfitta di Caporetto, dove qui trovarono l’aiuto necessario, con l’elenco dei morti colpiti dall’influenza spagnola che infierì su intere famiglie. Il tour termina davanti al Monumento ai Caduti, anch’esso bisognoso di un restauro, eseguito su progetto del famoso architetto anconetano Guido Cirilli.

Nikla Cingolani, che ha commentato le tombe dal lato artistico e gli affreschi del chiostro, ha proposto di rendere il percorso fruibile, per i cittadini e per i turisti, segnalandolo con una mappa. “Oggi abbiamo visitato solo alcune tombe ma ve ne sono altre da dover commentare e, visto il numero crescente di persone che amano camminare in questi luoghi del silenzio e della memoria, l’evento potrebbe rappresentare la data Zero di un percorso ben studiato e segnalato per una nuova valorizzazione del patrimonio che abbiamo”.

Non sono mancate alcune osservazioni da parte del dott. Beccacece riguardo un’ordinanza emessa dal Comune in data 27 ottobre 2016, dopo il terremoto, che predispone la chiusura della chiesa di Santa Maria in Varano: “Si chiude una chiesa già chiusa. Tutto ciò è ridicolo!” L’edificio, che al suo interno ospita le tombe della famiglia Leopardi, è stato chiuso nel 2010 per inagibilità dovuta alle infiltrazioni d’acqua sul tetto e ancora oggi non si parla minimamente della sua riapertura.

 

 

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