Idealista e sognatore. Il suo esempio continua a vivere

C’era una volta un sognatore, un idealista, un uomo incapace di scendere a compromessi, incapace di frequentare il disinteresse. Giacomo Gili aveva scelto di vivere così, lontano dalla passività dell’uomo comune, con la passione smisurata per l’attivismo civico e la partecipazione, frequentava la politica con la P maiuscola.

Già negli anni ‘80 coltivava un sogno grande: creare uno spazio di aggregazione, confronto intergenerazionale, espressione culturale e di interesse per il bene comune a Fonti San Lorenzo. Nel 1990 a questo sogno, insieme ad altri amici, aveva dato un nome e il diritto di esistere fondando il Centro Culturale Fonti San Lorenzo.

Era stato presto eletto Presidente dell’associazione e lui aveva ringraziato della fiducia facendo ciò che solo i coraggiosi possono: evitare di adattarsi al ruolo, investire sui giovani per garantire ricambio e un futuro a questo spazio di democrazia. I suoi anni da Presidente sono stati i più duri. Le istituzioni lontane, tantissimo da fare per crescere. Ma non c’era nulla da perdere e lui è stato artefice del dialogo tra generazioni. Senza barriere ha saputo mostrare e condividere le cose in cui credeva: l’interesse per la politica, la convinzione di come la resistenza al nazifascismo sia stato momento fondante del Paese, l’attaccamento alla storia partigiana dei Sibillini, lui che era originario di Borgiano di Serrapetrona. Ma poi la sensibilità per l’arte, l’amore per la natura e le piante, che viveva con le competenze di agronomo. Sopra ad ogni cosa sapeva dialogare con le persone. Si scaldava, si arrabbiava ma non lo faceva mai con qualcuno, sempre e solo in difesa delle idee.

Coi più giovani poi, era capace di ascoltare, di non avvantaggiarsi dell’età per assumere un approccio giudicante, era sempre capace di un confronto alla pari. Ed è anche grazie a questa sua dedizione e al tanto tempo dedicato agli altri se l’associazione, già 15 anni fa, è stata in grado di dare spazio alle nuove generazioni ed avere una dirigenza formata da giovani e giovanissimi, educata al dialogo con gli adulti.

Giacomo aveva raggiunto un suo importante obiettivo, e, complice su altri fronti la demotivazione per alcune derive della politica e della società italiana, aveva anche pensato di defilarsi. “Ho incominciato ad andare a pesca” disse un giorno. E la pesca era diventata una passione, o forse semplicemente un angolo per sé, luogo di riflessione personale, da dove le sue idee erano uscite più forti di prima. Aveva ritrovato la forza dell’impegno, in particolare con l’ANPI, e in questi ultimi anni era tornato presente nel quotidiano a Fonti San Lorenzo. La sua lucidità di lettura dell’attualità, i suoi preziosi e costanti consigli mancheranno. Il suo esempio continuerà a vivere.

foto di un intervento di Giacomo ad un recente evento pubblico organizzato dall'associazione. In piedi: Giacomo Gili

In prima fila da destra: Francesco Fiordomo, sindaco del Comune di Recanati; Nello Pietanesi, presidente onorario dell'associazione; Roberto Ottaviani, ex sindaco del Comune di Recanati

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