Aumenta in città la diffidenza contro gli estranei che bussano alle case dei cittadini

Girano in città persone che bussano alle porte dei recanatesi invitandoli a partecipare ad un sondaggio. Francesca Agostinelli, recanatese e caratterizzata per il suo forte impegno politico e sociale, avverte che nel suo palazzo è appena passata una signora che, con un cartellino di una nota azienda di ricerche di mercato ben in vista sulla maglia, si presenta come un'incaricata del Ministero. “Guarda caso la famiglia è composta da due persone anziane, scrive Francesca, e cosi non mi son fatta gli affari miei e mi sono affacciata per invitarla ad andarsene. I miei vicini non hanno aperto. Nel mentre ho avvertito i Vigili Urbani”. Il comando della Polizia Municipale ha effettuato subito degli accertamenti e sembra proprio che, in effetti, agli atti del Comune esisterebbe la richiesta di effettuare un'indagine di mercato attraverso delle interviste. A leggere i commenti, però, non basta questo a rassicurare i cittadini che, anzi, criticano la scelta di questi tempi, all’indomani dei brutti e ripetuti fatti di cronaca in città, di concedere un simile permesso. “Ci sono tanti altri mezzi per fare indagini di mercato, commenta Giovanni Bonfili, e, vista la brutta piega dei raggiri a danno degli anziani, certe abitudini è meglio abbandonarle e sconsigliarle”. A buttare acqua sul fuoco della diffidenza ci pensa Elisabetta Baleani che per anni ha svolto l’incarico di indagini per conto dell’Istat. “Passando attraverso il Comune, ricorda la Baleani, quasi nessuno mi diceva di no. Di solito, però,  facevo una chiamata dall'ufficio prima di passare a casa delle persone. Non dico di fidarsi facilmente ma c'è anche chi lavora così”.

 

foto di repertorio

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