CON L’ODIO E LA DISINFORMAZIONE NON SI ARRIVA ALLA PACE

Ho un’età che posso dire: ho visto nascere Israele e, ogni volta che ci torno (senza cedimenti emotivi) lo apprezzo sempre di più per la sua determinazione, coraggio e forza di reagire per continuare ad esistere.

L’ho visto nascere dal deserto, dovevano nascere due nazioni ma è nata una sola democratica, l’altra ha abortito non per colpa di Israele. Fin da giovane mi sono interessato alle notizie, ai processi su Israele, molte volte ho faticato e continuo ancora a farlo per capire perché spesso si comunicano notizie fuorvianti, non veritiere e ascoltare le solite espressioni di odiatori o smemorati verso questi piccolo ma grande Paese democratico. Sono perfino arrivati a taroccare l’immagine del cancello di AUSHWITZ.

Per tutto questo, prima (per molti anni) come PRESIDENTE ed ora come REFERENTE AMICI DI ISRAELE VICINI E LONTANI, sono in prima linea  contro il pregiudizio antisraeliano  e le distorsioni, disinformazioni da qualsiasi parte esse provengono nei riguardi di un popolo perseguitato da un odio antico, da un antisemitismo che ha radici che si perdono nella notte dei tempi; e nei riguardi di uno Stato che ha dato la possibilità a milioni di ebrei sparsi nel mondo di ritornare nella loro propria Terra e fondare il loro Stato che si chiama, piaccia o non piaccia ISRAELE.

Recentemente, parlando con una donna ebrea anziana vicino al “Muro del Pianto” mi ha detto”Caro signore noi abbiamo smesso di piangere il 15 Maggio del 1948”.

Lo Stato Ebraico ha cercato e cerca la pace, purtroppo le sue richieste di pace, di pacifica coesistenza non fa parte del modo di vivere di altri Paesi dove la loro condizione per la pace e’ l’espulsione di tutti gli ebrei dalla loro Patria. NON si traccia così una rotta per un futuro di dialogo e di pace .

 

Termino il mio pezzo con questo aneddoto, episodio che provoca tristezza e contemporaneamente ironia: Un ragazzo passeggia per Parigi quando avvista un rotwailer  che sta aggredendo una bambina in carrozzina, il ragazzo d’istinto si lancia contro il cane e lo strozza – la bambina si è salvata. Subito il ragazzo viene attorniato da curiosi e giornalisti e gli chiedono come ti chiami? Domani tutta Parigi saprà di te e la notizia sarà "Un eroe parigino salva una bambina da un cane”. Il ragazzo risponde ma io  non sono parigino. Allora sarà "un eroe francese salva bambina da un cane feroce” e il ragazzo – ma io non sono francese, allora sarà "un eroe europeo salva bambina da un cane feroce” – ma io non sono europeo…..ma allora di dove sei? SONO ISRAELIANO – allora tutto il mondo saprà di te e il titolo sarà “UN ISRAELIANO UCCIDE IL CANE DI UNA BAMBINA”.

Viva la verità!  Alla vita!!

Galliano Nabissi.

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