Quartiere Villa Musone di Recanati: il Comune faccia chiarezza sulla gestione

Pensavano di far bene e lavorare per tutta la comunità di Villa Musone di Recanati e per quanti frequentato il campetto sportivo e invece così non è stato. E’ tanta l’amarezza di Mario Lombardozzi, da oltre 40 anni presidente del Circolo di quartiere di Villa Musone. A dargli man forte nella manutenzione e gestione della struttura (la sede, una piccola area attrezzata con i giochi per bambini, campetto polivalente, tennis, pallavolo e pallacanestro) c’è con lui uno dei soci più attivi, Daniele Mancinelli. A fianco a loro Società sportiva, che gestisce il campo da gioco, e sopra di loro l’Amministrazione Comunale con la quale un tempo era in atto una convenzione che, però, non è stata più rinnovata. “C’è la necessità di chiarire bene quali spazi sono sotto la nostra responsabilità e quali no. Ultimamente, per esempio, ci racconta Mancinelli, abbiamo pensato di utilizzare un piccolo spazio, incolto e con l’erba alta, in gestione alla società sportiva per collocarci dei giochi per bambini. L’abbiamo ripulito per bene e piantato 4 giochi acquistati da noi stessi. Subito, però, ci è arrivata la diffida della società sportiva che, essendo quello spazio nella loro disponibilità anche se non utilizzato e abbandonato, non potevamo istallarci dei giochi perché la società non voleva assolutamente assumersi alcuna responsabilità. E così li abbiamo smontati e chiuso a chiave quello spazio per evitare che i bambini lo frequentassero. E’ una cosa logica? E’ fare il bene della comunità? Perché quel fazzoletto di prato non lo danno in gestione a noi visto che la società sportiva non lo utilizza affatto? Il circolo di quartiere è a disposizione di tutti: da Loreto a Recanati, da Camerano a Porto Recanati. Il pomeriggio ci sono i bambini che giocano e gli anziani che si divertono magari con le carte mentre le donne di sera fanno la ginnastica”. Eppure, dicono, le bollette da pagare arrivano, dalla tari alle utenze esclusa la luce  e spesso mettono mano al portafoglio per la manutenzione o per l’acquisto di giochi. “Non abbiamo avuto mai contributi dal Comune ma riusciamo bene ad andare avanti con i soldi dei soci e di chi ogni tanto ci da qualcosa: con questi manteniamo pulita e in ordine la struttura e facciamo i lavori necessari per la sua manutenzione. Per esempio abbiamo sistemato da soli il tetto della struttura divelto dal vento e l’illuminazione ma rimane il problema della sicurezza dei pali dei fari per i quali abbiamo scritto al Comune perché ne verifichi la stabilità”.

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