{"id":11082,"date":"2015-11-12T20:17:16","date_gmt":"2015-11-12T20:17:16","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"755888e92453def68a442ce36a08ea0a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/11\/12\/755888e92453def68a442ce36a08ea0a\/","title":{"rendered":"Il servizio idrico che fa litigare il PD provinciale"},"content":{"rendered":"<p>\n\tIl tema della gestione del servizio idrico &egrave; quantomeno attuale e nasce dall&rsquo;esigenza di salvaguardare un bene pubblico primario come l&rsquo;acqua ed al tempo stesso assicurare, attraverso modelli di governance e gestione locali, un servizio efficiente e di qualit&agrave;.<\/p>\n<p>\n\tSe dovessimo sintetizzare in poche parole il dibattito attuale potremmo farlo attraverso alcune evocative locuzioni:<\/p>\n<ol>\n<li>\n\t\tInteresse del cittadino,<\/li>\n<li>\n\t\tQualit&agrave;,<\/li>\n<li>\n\t\tEfficacia,<\/li>\n<li>\n\t\tEfficienza,<\/li>\n<li>\n\t\tAggregazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tTutte queste locuzioni si possono a sua volta sintetizzare in una sola ed impegnativa locuzione: RIFORMA DEL SERVIZIO IDRICO.<\/p>\n<p>\n\t&Egrave; evidente che il raggiungimento di questi obiettivi presuppone una classe dirigente coraggiosa, consapevole, riformatrice, attenta all&rsquo;interesse generale della comunit&agrave;.<\/p>\n<p>\n\tQuello che invece dobbiamo temere &egrave; una classe dirigente impreparata, inconsapevole, senza una visione ampia e europea, interessata solo a conservare modelli organizzativi locali costosi ed inefficienti magari solo per allocare personale politico.<\/p>\n<p>\n\tPer arrivare a questi obiettivi &egrave; ineludibile promuovere un processo di aggregazione e semplificazione del frammentario, burocratico, costoso, inefficiente servizio, cosi come ancora oggi &egrave; organizzato in molte realt&agrave;.<\/p>\n<p>\n\t2 sono gli ambiti di aggregazione necessari.<\/p>\n<ol>\n<li>\n\t\tQuello operativo\/gestionale e riguarda l&rsquo;ambito locale.<\/li>\n<li>\n\t\tQuello relativo alla governance pubblica e riguarda la dimensione regionale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tPer comprendere l&rsquo;inderogabilit&agrave; di questa riforma occorre esaminare con cura questi due distinti processi di riorganizzazione.<\/p>\n<ol>\n<li>\n\t\t<strong>ACCORPAMENTO DELLE GESTIONE A LIVELLO PROVINCIALE<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tL&rsquo;attuale assetto gestionale del servizio idrico nell&rsquo;ATO maceratese &egrave; lo stesso ritrovato alla fine del secolo scorso, quando l&rsquo;Autorit&agrave; d&rsquo;Ambito &egrave; stato istituita, peraltro con il primario obiettivo di costruire il gestore unico provinciale.<\/p>\n<p>\n\tNonostante le chiare e precise disposizioni normative, vigenti fin dal 1994<a href=#_ftn1 name=_ftnref1 title=>[1]<\/a>, che obbligano l&rsquo;unitariet&agrave; della gestione, in questi 20 anni, nell&rsquo;ATO 3 Maceratese ha prevalso l&rsquo;inerzia che ora i cittadini pagano a caro prezzo.<\/p>\n<p>\n\tOggi ci sono ancora 6 societ&agrave; operative (l&rsquo;<strong><em>APM<\/em><\/strong> di Macerata, l&rsquo;<strong><em>ASTEA<\/em><\/strong> di Osimo\/Recanati, l&rsquo;<strong><em>ATAC<\/em><\/strong> di Civitanova Marche, <strong><em>Acquambiente Marche<\/em><\/strong> di Numana\/Cingoli, l&rsquo;<strong><em>ASSM<\/em><\/strong> di Tolentino, l&rsquo;<strong><em>ASSEM<\/em><\/strong> di San Severino Marche), 20 comuni in economia (tutti ricadenti nel territorio montano) e una societ&agrave; patrimoniale (la societ&agrave; per l&rsquo;acquedotto del Nera).<\/p>\n<p>\n\tLa frammentazione gestionale ha provocato <strong>un&rsquo;inefficienza operativa<\/strong> che ha generato <strong>tariffe molto pi&ugrave; elevate <\/strong>rispetto alle altre realt&agrave; regionali (Ancona, Ascoli e Fermo) dove gi&agrave; da alcuni anni esiste il gestore unico<a href=#_ftn2 name=_ftnref2 title=>[2]<\/a>.<\/p>\n<p>\n\tInoltre le piccole dimensioni non aiutano ad accedere al mercato creditizio rendendo la realizzazione degli investimenti molto complessa e difficile. Nell&rsquo;ATO 3 Macerata gli investimenti nel SII, assolutamente necessari per garantire un servizio di qualit&agrave;, a parte qualche eccezione virtuosa (ad esempio l&rsquo;APM di Macerata), risultano ampiamente inferiori rispetto ad altre realt&agrave; gestionali della Regione.<\/p>\n<p>\n\tTutti gli studi di settore a livello regionale nazionale ed Europeo sono unanimi e dimostrano che il gestore unico d&rsquo;ambito garantisce una sensibile riduzione delle tariffe a parit&agrave; di qualit&agrave;. Gli stessi studi stimano che la dimensione minima per garantire una gestione efficiente &egrave; rappresentata da 100 mila utenze amministrate. Oggi l&rsquo;azienda pi&ugrave; grande dell&rsquo;ATO maceratese arriva a mala pena alla met&agrave;.<\/p>\n<p>\n\tSarebbe auspicabile quindi non aspettare il 2025 (anno delle scadenze delle concessioni) ma pensare fin da ora ad un accorpamento delle gestioni.<\/p>\n<ol>\n<li value=2>\n\t\t<strong>ACCORPAMENTO DELLA GOVERNANCE A LIVELLO REGIONALE<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tNel corso degli ultimi 20 anni l&rsquo;assetto di governance del servizio idrico, basato sulle Autorit&agrave; d&rsquo;Ambito, ha dimostrato di <strong>non essere efficace<\/strong>, tant&rsquo;&egrave; vero che il legislatore nazionale ha provveduto a sopprimerle nel 2009 ed affidare parte delle funzioni di regolazione ad un Autorit&agrave; nazionale (AEEGSI)<\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;ATO Maceratese, <strong>caso <\/strong>quasi unico in tutto il panorama nazionale, rappresenta il simbolo dell&rsquo;incapacit&agrave; di effettuare una regolazione efficace del SII (leggi paragrafo sopra). Le motivazioni sono molteplici:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tI campanilismi locali e comunali che hanno ingessato l&rsquo;attivit&agrave;;<\/li>\n<li>\n\t\tI palesi conflitti d&rsquo;interessi (i Sindaci, a seconda della giacchetta indossata, sono i soci di maggioranza dell&rsquo;azienda di gestione oppure i consorziati delle ATO quindi dell&rsquo;Ente di controllo delle aziende)<\/li>\n<li>\n\t\tLa sovrapposizione delle funzioni nel SII<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\tDal 2009, anno nel quale il modello di governance &egrave; passato di competenza Regionale, la maggior parte delle Regioni, soprattutto quelle ricadenti nel centro Italia ha optato per l&rsquo;ATO unica Regionale (Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sardegna, ecc.).<\/p>\n<p>\n\tDalle esperienze gi&agrave; vissute in altre Regioni si pu&ograve; <strong>incontrovertibilmente<\/strong> concludere che l&rsquo;ATO unico regionale, subordinatamente a precise condizionalit&agrave;, rappresenta un modello di governance <strong>migliore<\/strong> rispetto a quello delle Autorit&agrave; d&rsquo;Ambito in quanto:<\/p>\n<ul style=list-style-type:circle;>\n<li>\n\t\tgarantisce un&rsquo;uniformit&agrave; della regolazione su base regionale,<\/li>\n<li>\n\t\tlimita i campanilismi locali che ingessano la regolazione,<\/li>\n<li>\n\t\tdetermina risparmi di costo,<\/li>\n<li>\n\t\tsemplifica la regolazione e riduce il numero degli enti interessati alla regolazione,<\/li>\n<li>\n\t\tattua economie di scopo di notevole valore che vanno ad incidere in risparmi sulle tariffe.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\tLe <strong>condizionalit&agrave;<\/strong> di cui sopra sono tuttavia fondamentali per evitare che una riforma positiva possa trasformarsi in negativa. Queste sono:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\taccentrare le funzioni di direzione, amministrative e contabili delle attuali AATO ma <strong>evitare un accentramento completo delle funzioni<\/strong> (come ad esempio avvenuto in Emilia Romagna) in quanto si prederebbe il contatto sul territorio (ed i sindaci s&rsquo;arrabbierebbero molto);<\/li>\n<li>\n\t\tlasciare le funzioni operative (predisposizione tariffe, piano degli investimenti e rapporti con l&rsquo;utenza) a <strong><em>dislocazioni territoriali<\/em><\/strong> senza autonomia patrimoniale, giuridica ed economica ma che operano in stretto contatto e secondo gli indirizzi dell&rsquo;ATO unico regionale<a href=#_ftn3 name=_ftnref3 title=>[3]<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\tQuesto &egrave; il modello scelto dalla Regione Toscana che da 20 anni rappresenta l&rsquo;eccellenza in Italia per la regolazione dei servizi pubblici locali. Basterebbe in fondo copiare&hellip;..<\/p>\n<p>\n\t<strong><u>CONSIDERAZIONI POLITICHE<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;elezione del Presidente dell&rsquo;AATO3 ha segnato un passaggio importante per il nostro territorio e rischia di segnare un arretramento culturale e politico della nostra provincia sul terreno della inderogabile riforma del servizio idrico.<\/p>\n<p>\n\tPer questo si rendono necessarie alcune valutazioni.<\/p>\n<p>\n\tIl PD da sempre si pone a difesa dell&#39;acqua come <strong>bene pubblico<\/strong>, come da sempre si dichiara convinto che si debba arrivare ad una semplificazione dell&rsquo;attuale governance attraverso un ente gestore unico provinciale.<\/p>\n<p>\n\tObiettivo di tutti e da sempre, almeno a parole, &egrave; quello di superare, sull&rsquo;esempio delle altre province, la frammentazione delle attuali gestioni territoriali riconoscendo la peculiarit&agrave; dei territori, migliorando i servizi, riequilibrando le tariffe, ottimizzando risorse, aumentando gli investimenti, diminuendo gli sprechi.<\/p>\n<p>\n\tPer questi motivi il PD provinciale &egrave; in linea con la politica del Governo e del Partito Regionale e li incoraggia a proseguire sulla strada della riforma.<\/p>\n<p>\n\tApprezzabili al riguardo le dichiarazioni del Presidente Ceriscioli per la riduzione dei costi legati a ben 5 AATO (1.200.000 euro annui cadauno) per una Regione di appena 1.400.000 abitanti.<\/p>\n<p>\n\tPreoccupanti e strumentali invece le dichiarazioni del centrodestra provinciale che, al contrario, fa una battaglia di conservazione dello status quo confidando sulle ambizioni personali e gli egoismi territoriali.<\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;elezione del Presidente dell&rsquo;AATO3 ha certamente segnato l&rsquo;affermazione della politica conservatrice del centrodestra, che si &egrave; presentato compatto al voto con i propri Sindaci, e rallentato la prospettiva riformatrice avviata dal governo e dal partito regionale. Prospettiva che abbiamo dibattuta anche nel partito provinciale e condiviso con i Sindaci del Pd della nostra Provincia.<\/p>\n<p>\n\tQuesta operazione, a cui alcuni sindaci PD hanno aderito, ha mortificato il lavoro fatto per trovare una sintesi condivisa fra tutti gli amministratori del Partito Democratico.<\/p>\n<p>\n\tI cittadini, sedotti dalla propaganda, che tende a dipingere questa iniziativa come a tutela del territorio, ben presto comprenderanno, di essere ingannati.<\/p>\n<p>\n\tSe non avvieremo subito questo processo di riforma le famiglie si ritroveranno nella nostra Provincia, con tariffe pi&ugrave; costose, minori investimenti e maggiore burocrazia, rispetto al resto della Regione.<\/p>\n<p>\n\tAnteporre ambizioni personali al punto di fare accordi con il centrodestra &egrave; un atteggiamento deprecabile.<\/p>\n<p>\n\tAncor pi&ugrave; deprecabile &egrave; ergersi a paladini dell&rsquo;acqua quale bene pubblico sapendo perfettamente che mai nessuno, tanto meno il PD regionale e provinciale, hanno messo in dubbio tale scelta.<\/p>\n<p>\n\tMentre la nostra Provincia litiga peraltro al proprio interno gli altri territori si sono gi&agrave; organizzati da diverso tempo per il gestore unico.<\/p>\n<p>\n\tQuesto &egrave; l&#39;unico vero pericolo per l&#39;autonomia del nostro territorio.<\/p>\n<p>\n\tSettimio Novelli<\/p>\n<p>\n\tSegretario Provinciale del Partito Democratico di Macerata<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<div>\n\t&nbsp;<\/p>\n<hr align=left size=1 width=33% \/>\n<div id=ftn1>\n<p>\n\t\t\t<a href=#_ftnref1 name=_ftn1 title=>[1]<\/a> Sia nella L. 36\/94 la Legge Galli, che nel D.lgs. 152\/2006 e nel Decreto Sblocca Italia (D.lgs., 133\/2014) si parla sempre di gestore unico d&rsquo;ambito.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div id=ftn2>\n<p>\n\t\t\t<a href=#_ftnref2 name=_ftn2 title=>[2]<\/a> L&rsquo;inefficienza si riscontra in un&rsquo;assenza di economie di scala e di scopo che avrebbero permesso di ottimizzare la gestione. Ad esempio il gestore unico d&rsquo;ambito maceratese avrebbe certamente un prezzo unitario dell&rsquo;energia elettrica sensibilmente pi&ugrave; basso rispetto a quello garantito dalle attuali societ&agrave; di gestione. Analoghe considerazioni possono essere fatte in termini di costo del personale, ottimizzazioni tecniche (come ad esempio costruire un grande depuratore piuttosto che tanti piccoli), ecc.<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div id=ftn3>\n<p>\n\t\t\t<a href=#_ftnref3 name=_ftn3 title=>[3]<\/a> Questo farebbe stare tranquilli anche i sindaci che non perdono il proprio contatto con il territorio. Ad esempio alcune Regioni hanno istituito un &ldquo;Consiglio locale&rdquo;, rappresentato dai sindaci del vecchio ATO locale che si esprime per le tariffe e gli investimenti.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema della gestione del servizio idrico &egrave; quantomeno attuale e nasce dall&rsquo;esigenza di salvaguardare un bene pubblico primario come l&rsquo;acqua ed al tempo stesso assicurare, attraverso modelli di governance e gestione locali, un servizio efficiente e di qualit&agrave;. Se dovessimo sintetizzare in poche parole il dibattito attuale potremmo farlo attraverso alcune evocative locuzioni: Interesse &#8230; <a title=\"Il servizio idrico che fa litigare il PD provinciale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/11\/12\/755888e92453def68a442ce36a08ea0a\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il servizio idrico che fa litigare il PD provinciale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-11082","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11082"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13441,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11082\/revisions\/13441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}