{"id":11604,"date":"2019-06-27T11:58:24","date_gmt":"2019-06-27T11:58:24","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"606f046c5552aae0aed478bc90c47b6b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/06\/27\/606f046c5552aae0aed478bc90c47b6b\/","title":{"rendered":"In tribunale la storia della 19enne Azka Riaz e del padre che accusato di omicio preterintenzionale."},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Sarebbe stato proprio lui, Muhammad Riaz, pakistano 45enne, il 24 febbraio dell&rsquo;anno scorso a picchiare ferocemente la figlia 19enne Azka Riaz e subito dopo stenderla in strada a Trodica e osservare, secondo le testimonianza raccolte ieri mattina in Tribunale a Macerata, mentre veniva&nbsp; travolta da un auto di passaggio. Si basa su questo l&rsquo;accusa formulata nei suoi confronti di omicidio preterintenzionale. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Ieri sono state ascoltate diverse testimonianza, in assise a Macerata: il comandante della Polstrada Leonardo Bonfitto ha confermato che &ldquo;i segni sul corpo della giovane erano compatibili con quelli di una persona sormontata da un&rsquo;auto. Ascoltata anche la coppia che era bordo dell&#39;auto che &egrave; passata sopra il corpo della ragazza che hanno dichiarato che al momento dell&rsquo;incidente, il padre era l&igrave;, accanto al corpo della figlia, impassibile e con la sigaretta in bocca. Solo all&rsquo;arrivo dei soccorsi ha dichiarato il legame parentale che lo univa alla giovane. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Sul banco dei testimoni anche Giovanni Perniola, carabiniere in forza alla caserma di Recanati, che aveva a suo tempo indagato sull&rsquo;accusa di maltrattamenti in famiglia che allora era residente in citt&agrave;. In casa, a suo tempo, era stata trovata una mazza da cricket e diversi certificati del pronto soccorso di quando i figli dell&rsquo;uomo si erano fatti male ufficialmente per cadute dalle scale. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Ma cos&igrave; non era e il corso delle indagini ha appurato che la ragazza, la sorella e i fratelli minori subivano da tempo maltrattamenti e violenza sessuale tanto che sul padre pende una denuncia e loro ora sono parti civili nel processo difesi dall&rsquo;avvocato Paolo Carnevali. Anzi, pochi giorni dopo quel fatidico 24 febbraio 2018 la giovane, che era rimasta sola in Italia perch&eacute; i fratelli e la sorella avevano raggiunto la madre in Pakistan, avrebbe dovuto essere ascoltata in Procura. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Ora madre e figli saranno in Italia il 17 luglio prossimo quando si terr&agrave; la nuova udienza e saranno ascoltati come testimoni. La tesi dell&rsquo;accusa &egrave; che l&rsquo;uomo picchiasse i figli e violentasse le figlie; Azka sarebbe anche stata costretta ad abortire.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe stato proprio lui, Muhammad Riaz, pakistano 45enne, il 24 febbraio dell&rsquo;anno scorso a picchiare ferocemente la figlia 19enne Azka Riaz e subito dopo stenderla in strada a Trodica e osservare, secondo le testimonianza raccolte ieri mattina in Tribunale a Macerata, mentre veniva&nbsp; travolta da un auto di passaggio. 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