{"id":11627,"date":"2019-06-29T18:50:39","date_gmt":"2019-06-29T18:50:39","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"30868a551f262cb4ff62971be9052d3b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/06\/29\/30868a551f262cb4ff62971be9052d3b\/","title":{"rendered":"Inaugurano le mostre a Recanati per omaggiare Giacomo Leopardi e L&#8217;Infinito"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;>A Recanati proseguono le celebrazioni per il bicentenario dalla stesura de <em><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>L&rsquo;Infinito<\/span><\/span><\/em><span face=Arial Narrow, serif><span size=3> di Giacomo Leopardi. Inaugurato oggi, <\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>29 giugno<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>, nel giorno del compleanno del poeta <\/span><\/span><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/articoli\/mostre\/mostra-Leopardi-inaugurazione.jpg style=float: right; height: 197px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>recanatese, e proseguir&agrave; fino al <\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>3 novembre<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>, il secondo ciclo di mostre che animeranno la programmazione culturale cittadina nella stagione estiva. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>A Villa Colloredo Mels due mostre che ruotano intorno all&rsquo;espressione dell&rsquo;infinito nell&rsquo;arte in un percorso sensazionale dall&rsquo;epoca romantica ad oggi: &ldquo;<\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>&rdquo; a cura di <\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>Emanuela Angiuli<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3> e &ldquo;<\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>&rdquo; a cura di <\/span><strong><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>Marcello Smarrelli<\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>. Dopo la fotografia di Mario Giacomelli e la poesia, con l&rsquo;esposizione straordinaria del manoscritto del 1819 de <\/span><em><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>L&rsquo;Infinito,<\/span><\/span><\/em><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span size=3> l&rsquo;arte torna ad essere protagonista a Villa Colloredo Mels, aprendo una porta dopo l&rsquo;altra verso un mondo visibile e infinito. In mostra grandi artisti, come <\/span><strong><span color=#000000><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>Giuseppe De Nittis, Emile Ren&eacute; M&eacute;nard, Plinio Nomellini, Gaetano Previati, Amedeo Bocchi, Ettore Tito, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Anselmo <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><span face=Arial Narrow, serif><span color=#000000><span size=3>e<\/span><\/span><strong><span color=#000000><span face=Arial Narrow, serif><span size=3> Michelangelo Pistoletto. <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><span color=#000000><span face=Arial Narrow, serif><span size=3>Alla presentazione sabato mattina a Villa Colloredo Mels erano presenti il sindaco di Recanati Antonio Bravi, l&rsquo;assessore Turismo e culture Rita Soccio, Gianluca Bellucci di Sistema Museo e i curatori delle mostre, Emanuela Angiuli e Marcello Smarrelli. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>L&rsquo;indagine sull&rsquo;infinito comincia in et&agrave; romantica con la pittura del paesaggio che riflette lo stato emotivo dell&rsquo;artista osservatore e torna di relativa attualit&agrave; nell&rsquo;arte contemporanea, seguendo la necessit&agrave; di staccarsi dalla quotidianit&agrave; alla ricerca della propria spiritualit&agrave;. A duecento anni dalla stesura de <em>L&rsquo;infinito<\/em> di Leopardi la mostra vuole essere una riflessione sull&rsquo;infinitezza nell&rsquo;arte, un viaggio attraverso opere straordinarie con lo sguardo &ldquo;al di l&agrave; della siepe&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>&ldquo;<strong>Infinito Leopardi<\/strong>&rdquo; &egrave; un progetto promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de L&rsquo;Infinito di Giacomo Leopardi, istituito dal Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali (MIBAC), con la partecipazione di Regione Marche, Comune di Recanati, Centro Nazionale Studi Leopardiani, Casa Leopardi, Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, Universit&agrave; degli Studi di Macerata e Sistema Museo.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/articoli\/mostre\/mostra-leopardi-quadro.jpg style=float: left; height: 200px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong><em>Le mostre<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>&ldquo;<strong>La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo<\/strong>&rdquo;<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Nella sezione a cura di Emanuela Angiuli &ldquo;<strong>La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo<\/strong>&rdquo; il percorso della mostra si svolge nella rappresentazione della natura, disegnata nei luoghi della campagna, sulle rocce, lungo il mare, nei giardini, paesaggi come scenari di molteplici e variegate espressioni. Vestendosi sempre pi&ugrave; di note liriche, le vibrazioni dei colori e della luce diventano stati d&rsquo;animo, spesso luoghi di sogni densi di simboli.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>La pittura del sublime, scaturita dalla creativit&agrave; della cultura romantica che in Giacomo Leopardi trova un&rsquo;eco nei versi dell&rsquo;Infinito, nel corso dell&rsquo;Ottocento cede ad una sensibilit&agrave; che ha perso il senso del divino perch&eacute; nuovo &egrave; il sentimento del tempo, nella narrazione letteraria come nell&rsquo;arte.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>L&rsquo;infinito &egrave; diventato tempo dell&rsquo;istante. La natura si fa paesaggio, nasce ormai dal &ldquo;carpe diem&rdquo; di un mondo secolarizzato: il divino &egrave; in ogni attimo dell&rsquo;esistenza, nella mutevole bellezza del giorno e delle stagioni. I pensieri della natura nascono dal sentimento della campagna lungo le vie della pittura <em>en plein air<\/em> che in questa mostra tenta di rintracciare, per strade diverse di luoghi e figure, movimenti e tendenze, una sorta di infanzia invasa di luce e d&rsquo;aria viva, un mosaico del mondo come palcoscenico di comunit&agrave; all&rsquo;aperto.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>L&rsquo;infinito si &egrave; fatto luce. La luce che segna il farsi e il disfarsi del giorno, ne cadenza il ritmo, fissa i gesti, accompagnando bambini nel gioco dell&rsquo;infanzia, le donne nei campi, la bella borghesia di fine secolo nei giardini e sui prati dove l&rsquo;incontro si fa malinconia, sogno, attesa, breve felicit&agrave;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Le opere di <strong>Giuseppe De Nittis, Emile Ren&eacute; M&eacute;nard, Plinio Nomellini, Gaetano Previati, Amedeo Bocchi, Ettore Tito<\/strong> e molti altri pittori presenti &egrave; natura stessa in cui sulla scena dell&rsquo;arte, fino al primo Novecento con <strong>Giuseppe Pellizza da Volpedo<\/strong>, scorrono nel &laquo;fiume della vita&raquo; come in un racconto che trasforma paesaggi e ritratti in un teatro delle emozioni in cui realt&agrave;, colore e immaginazione concorrono all&#39;espressivit&agrave; pittorica dei sentimenti.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>&ldquo;<strong>Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto<\/strong><em>&rdquo;<\/em><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>La mostra <em>&ldquo;<\/em><strong>Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto<\/strong><em>&rdquo;, <\/em>a cura di <strong>Marcello Smarrelli<\/strong>, si propone di sondare alcuni riflessi che la questione dell&rsquo;infinito ha prodotto nell&rsquo;arte contemporanea, attraverso due protagonisti assoluti della scena artistica italiana e internazionale: <strong>Giovanni Anselmo<\/strong> (Borgofranco d&rsquo;Ivrea, 1934) e <strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong> (Biella, 1933). Alla fine degli anni Sessanta del Novecento, i due artisti sono stati riuniti dal critico Germano Celant, insieme ad altri artisti oggi molto noti come Mario Merz o Giuseppe Penone, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;Arte Povera. Praticando un atteggiamento di totale apertura, questa tendenza artistica ha rinnovato l&rsquo;attenzione nei confronti del mondo naturale e di determinati aspetti come i fenomeni fisici, l&rsquo;energia, i processi di crescita naturale, i mutamenti chimici della materia. All&rsquo;interno di questa vasta gamma d&rsquo;interessi, l&rsquo;infinito ha rappresentato una delle questioni che hanno maggiormente sollecitato il lavoro dei poveristi. Invitati a rinnovare la riflessione sul tema per questa occasione cos&igrave; speciale, Anselmo e Pistoletto presentano alcune delle opere realizzate nel decennio a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>La mostra prende avvio da &ldquo;Metro cubo d&rsquo;infinito in stanza specchiante&rdquo; di Pistoletto. L&rsquo;installazione, realizzata specificamente per gli spazi di Villa Colloredo Mels, propone una nuova lettura di un&rsquo;opera storica dell&rsquo;autore, &ldquo;Metro cubo d&rsquo;infinito&rdquo; (1966). Parte degli Oggetti in meno &ndash; una serie di lavori concepiti fra il 1965-66 e caratterizzati da grande eterogeneit&agrave; &ndash; consiste in un cubo formato da sei lastre specchianti la cui superficie riflettente &egrave; rivolta verso l&rsquo;interno, producendo un effetto di rispecchiamento infinito. &laquo;Un corpo finito che contiene l&rsquo;infinito&raquo;. Nell&rsquo;ultimo decennio, in rare occasioni, Pistoletto ha riallestito l&rsquo;opera all&rsquo;interno di un ambiente specchiante che ne moltiplica all&rsquo;infinito i riflessi, coinvolgendo il visitatore in un&rsquo;esperienza percettiva che sfida i limiti umani.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>L&rsquo;infinito &egrave; uno dei temi centrali nella poetica di <strong>Anselmo<\/strong>, che presenta tre fra le maggiori opere del suo corpus di lavori, dedicate all&rsquo;argomento. Riflessione che, dalla fine degli anni Sessanta, si &egrave; declinata in un ampio catalogo di materiali e soluzioni formali. Parte di una serie condotta dal 1969 al 1975, &ldquo;Particolare di Infinito&rdquo; si compone di numerosi disegni a grafite che riproducono frammenti della parola &ldquo;infinito&rdquo;, tentativo utopistico di conferire visibilit&agrave; e misurabilit&agrave; al concetto. I due successivi lavori impiegano una delle tecniche pi&ugrave; note nella produzione dell&rsquo;artista, la proiezione. In &ldquo;Infinito&rdquo; (1971), una diapositiva recante la scritta &ldquo;infinito&rdquo; &egrave; proiettata da un apparecchio collocato a terra di fronte alla parete: il proiettore ha tuttavia impostato la messa a fuoco a infinito, rendendo la scritta illeggibile. Sull&rsquo;altare della cappella del palazzo verr&agrave; allestita una delle opere pi&ugrave; celebri di Anselmo, &ldquo;Particolare&rdquo; (1972). Anche questa si serve della proiezione che, in questo caso, interessa la scritta del titolo: la parola &ldquo;particolare&rdquo; sar&agrave; leggibile sul corpo dello spettatore che avvicinandosi sar&agrave; investito dal fascio di luce, conferendogli una qualifica che ne interroga la sua dimensione cognitiva, facendolo diventare parte di un tutto universale.<\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Recanati proseguono le celebrazioni per il bicentenario dalla stesura de L&rsquo;Infinito di Giacomo Leopardi. Inaugurato oggi, 29 giugno, nel giorno del compleanno del poeta recanatese, e proseguir&agrave; fino al 3 novembre, il secondo ciclo di mostre che animeranno la programmazione culturale cittadina nella stagione estiva. 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